Il controllo diretto dell’esercito passerà in mano ad Erdogan: questo il contenuto della recente riforma del presidente turco.
Il compito, che finora spettava al capo del governo, è stato invece riattribuito stamani con un decreto dello stato di emergenza (stato che sussiste dall’estate scorsa, introdotto a seguito del sospetto colpo di stato fallito).
Secondo le nuove norme, il presidente il presidente controllera’ tutte le attivita’ dell’intelligence, dentro e fuori i confini del Paese. Sara’ inoltre necessaria una sua autorizzazione per mettere sotto indagine il capo degli 007 – attualmente il suo fedelissimo Hakan Fidan, che nel 2012 fu chiamato a testimoniare sulle trattative segrete di Oslo con il Pkk curdo da un giudice poi arrestato per legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen.
In caso di rifiuto del presidente, i magistrati potranno ricorrere al Consiglio di stato.
La riforma permette inoltre all’intelligence di raccogliere informazioni anche sui membri delle forze armate e del ministero della Difesa, su cui finora potevano indagare solo i servizi segreti militari.
Insomma, una riforma non da poco.