Dopo la Giordania, il Libano: no alle nozze riparatrici per gli stupratori
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Dopo la Giordania, il Libano: no alle nozze riparatrici per gli stupratori

La legge prevedeva che gli stupratori evitassero il carcere se sposavano la donna violentata. D'ora in poi solo la galera

No al matrimonio riparatore per gli stupratori nel Libano
No al matrimonio riparatore per gli stupratori nel Libano
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16 Agosto 2017 - 16.33


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Un piccolo passo in avanti verso la civiltà anche se cambiare mentalità è un percorso che ha bisogno di tanto tempo e si è ancora lontani: anche il Libano, come ha fatto recentemente la Giordania, ha abolito oggi un articolo del codice penale che evitava ad uno stupratore ogni punizione se avesse sposato la sua vittima.
L’abolizione dell’articolo 522 del codice penale, votata oggi dal Parlamento di Beirut, è il risultato di una lunga campagna condotta in questo senso da organizzazioni per i diritti civili e in particolare per i diritti delle donne.
La legge prevede pene detentive fino a sette anni di reclusione per chi si renda responsabile di violenza sessuale. Una punizione che però poteva essere finora evitata da chi decidesse di “rimediare” al reato sposando la sua vittima. Una esenzione che era in vigore fin dagli anni ’40 del secolo scorso.
Oltre al Libano e alla Giordania, anche Tunisia, Marocco ed Egitto hanno cancellato leggi simili, che però rimangono in vigore in diversi altri Paesi tra cui Algeria, Iraq, Kuwait, Libia, Territori palestinesi e Siria, secondo quanto sottolinea Human Rights Watch.

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