Strage continua: gli Usa ammettono l'uccisione di 603 civili nei raid
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Strage continua: gli Usa ammettono l'uccisione di 603 civili nei raid

Solo tra aprile e maggio 199 sono stati uccisi dalle bombe a Mosul

Sono 603, secondo il Pentagono, i civili uccisi nei bombardamenti della Coalizione americana a guida Usa contro l'Isis
Sono 603, secondo il Pentagono, i civili uccisi nei bombardamenti della Coalizione americana a guida Usa contro l'Isis
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7 Luglio 2017 - 20.11


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Il Pentagono ha dichiarato che sono 603 i civili uccisi nei bombardamenti della Coalizione americana a guida Usa contro l’Isis in Iraq e in Siria dall’inizio della campagna aerea, nell’estate del 2014. Secondo un rapporto diffuso oggi e citato dall’agenzia Ap, nei raid della Coalizione durate circa un mese, tra il 19 aprile e il 23 maggio di quest’anno, vi sono state 119 vittime, di cui circa la metà nell’area di Mosul, dove le forze governative combattono per strappare gli ultimi quartieri del centro allo Stato islamico. Altre fonti non governative, tuttavia, forniscono bilanci molto più elevati delle vittime civili. Recentemente l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) aveva parlato di 1.799 uccisi, di cui 388 minori, soltanto in Siria a partire dall’inizio dei raid americani, nel settembre 2014. L’ong Airwar, con sede a Londra, ha affermato che i civili morti in Iraq e Siria sono almeno 3.350.
Nel rapporto odierno il Pentagono ha dichiarato che in ogni raid “tutte le possibili precauzioni sono state prese” per cercare di non uccidere civili e la decisione di bombardare e’ stata presa “nel rispetto delle leggi sui conflitti armati”. Le denunce su un forte aumento delle vittime civili nei bombardamenti si sono moltiplicate negli ultimi mesi in coincidenza con l’offensiva governativa irachena verso Mosul e quella delle forze a maggioranza curde verso Raqqa, in Siria, entrambe sostenute dai raid della Coalizione a guida americana.

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