Trattamento equo verso i cittadini dell’Unione e nessuna discriminazione tra cittadini britannici che vivono in Ue e cittadini Ue che vivono nel Regno Unito. Eccoli i primi paletti che il Parlamento europeo si appresta a mettere davanti al governo May nei negoziati che dovranno portare nel giorno di due anni a vedere il Regno Unito completamente e definitivamente fuori dall’Unione.
La Conferenza dei Presidenti del Parlamento Europeo ha adottato una mozione di risoluzione, proposta dai leader di quattro gruppi politici e dalla commissione per gli Affari costituzionali, che espone le condizioni per l’approvazione finale da parte del Parlamento europeo di qualsiasi accordo di uscita con il Regno Unito. Il progetto di risoluzione sarà discusso e votato dal Parlamento mercoledì prossimo in plenaria a Strasburgo.
Anzitutto, il Regno Unito deve continuare a godere di tutti i suoi diritti e a rispettare tutti gli obblighi coperti dai Trattati Ue finché non lascerà l’Ue, inclusi gli impegni finanziari a lungo termine dell’attuale bilancio Ue, e anche qualora questi ultimi proseguissero oltre la data di uscita.
Dovrà inoltre continuare, finché non lascerà l’Unione, ad accettare le quattro libertà (libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali), la giurisdizione della Corte europea di Giustizia, i contributi generali al bilancio e l’adesione alla politica commerciale comune dell’Ue. I deputati insistono poi sull’importanza di affrontare la questione del confine tra l’Irlanda (Eire) e l’Irlanda del Nord.
“Un’uscita ordinata è requisito assoluto e precondizione per qualsiasi partnership futura tra l’Ue e il Regno Unito. Ciò non è negoziabile. Con il privilegio di appartenere all’Unione si assumono delle responsabilità e assumersi tali responsabilità significa garantire le quattro libertà. Le quattro libertà sono il collante di tutto e sono indivisibili”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.
Secondo i gruppi politici e la commissione per gli Affari costituzionali, l’avvio da parte del Regno Unito di accordi commerciali con Paesi terzi prima dell’uscita dall’Ue sarebbe contro le regole. Si aspettano inoltre una sincera collaborazione del Regno Unito nei negoziati.
“Per noi, è una priorità assoluta definire i diritti dei cittadini il più presto possibile. Deve essere la prima questione da affrontare nei negoziati. I cittadini non devono diventare merce di scambio”, ha sottolineato Guy Verhofstadt, coordinatore sulla Brexit per il Parlamento europeo. I deputati sono anche fermamente convinti che i vantaggi di essere un membro dell’Ue non possano essere gli stessi di un Paese che lascia.
I deputati concordano sul fatto che i colloqui sulle eventuali disposizioni transitorie possano iniziare sulla base di piani per il futuro rapporto tra l’Ue e il Regno Unito, tuttavia solo nel caso in cui siano stati compiuti buoni progressi per la procedura d’uscita. Un futuro accordo di relazione può essere concluso solamente quando il Regno Unito avrà effettivamente lasciato l’Ue, mentre un accordo transitorio non può durare più di tre anni.