Si sono fatte sentire già nella notte le voci di condanna, durissime reazioni internazionali all’atto di repressione compiuto in Russia contro le manifestazioni anti-corruzione, culminata con l’arresto dell’attivista blogger Alexej Navalny e di centinaia di persone in molte altre città.
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Gli Usa “condannano fermamente gli arresti di centinaia di manifestanti pacifici in Russia”, tra cui il blogger anti Putin Alexiei Navalny, e “chiedono al governo russo di rimetterli subito in libertà”. Ad affermarlo è stato Mark Toner, portavoce del dipartimento di stato Usa, sostenendo che “fermare dei manifestanti pacifici, degli osservatori dei diritti dell’uomo e dei giornalisti è un affronto ai valori democratici fondamentali”.
E arriva anche la presa di posizione ufficiale dell’Unione Europea, che ha chiesto alla Russia di liberare “senza indugio i manifestanti pacifici” fermati ieri. “Le operazioni di polizia nella Federazione russa hanno impedito di esercitare le loro libertà fondamentali, fra cui la libertà di espressione, associazione e riunione pacifica, che sono iscritte nella costituzione russa”, ha affermato un portavoce dell’Ue in un comunicato.