Berlino, la coppia siciliana sopravvissuta alla strage: siamo vivi per miracolo
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Berlino, la coppia siciliana sopravvissuta alla strage: siamo vivi per miracolo

Giuseppe La Grassa e Elisabetta Ragno sono già rientrati in Italia: erano a Berlino per festeggiare l’anniversario di matrimonio.

Coppia siciliana sopravvissuta all'attentato di Berlino: foto da Facebook
Coppia siciliana sopravvissuta all'attentato di Berlino: foto da Facebook
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21 Dicembre 2016 - 17.10


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“Ho visto la morte in faccia. Siamo miracolati. Ho sentito il rombo del tir e ho capito che stava accadendo qualcosa di grave”. A dirlo è stato  Giuseppe La Grassa, 34 anni, palermitano, rimasto ferito nell’attentato di Berlino dove si trovava con la moglie Elisabetta Ragno, originaria di Milazzo, in provincia di Messina. Dopo la paura, la coppia è rientrata ieri sera a Palermo. La donna nell’attentato ha riportato una vistosa ferita al volto e sono stati necessari 25 punti di sutura per rimarginarla: adesso dovrà subire un intervento

La giovane coppia era a Berlino per festeggiare il primo anniversario di matrimonio e il compleanno di Elisabetta. “Pensavo che il camion fosse imbottito di esplosivo. Avevo detto poco prima a mia moglie che in questo mercatino c’erano pochi controlli. Altre zone di Berlino erano particolarmente controllate”, ha detto Elisabetta. “Dopo il forte impatto – ha aggiunto la donna- mi sono rivolto ad un medico tedesco che in un albergo mi ha medicato. Poi siamo stati trasferiti in ospedale. Ieri sera con un volo da Roma siamo arrivati a Palermo. Oggi mi volevano operare, ma ho alcune cose da sistemare per la mia attività, così ho rimandato l’intervento ai prossimi giorni”.

“Mia moglie è viva per miracolo – ha aggiunto Giuseppe -. Stava per prendere un panino, ma si era un attimo attardata. E’ stata superata da una ragazza. La ragazza è morta investita dal camion.  Io sono stato colpito dalla parte posteriore del mezzo dopo che aveva finito la sua corsa contro le strutture in legno. Come si è visto nelle immagini che hanno fatto il giro del mondo. L’atmosfera era tranquillissima. Noi avevano l’albergo vicino al mercatino. Stavamo rientrando. Mi ricordo della forte accelerazione, del tir finito contro le capannine. Poi ho cercato mia moglie, l’ho trovata e siamo fuggiti”.

“Adesso a casa nostra stiamo bene”, ha aggiunto Elisabetta: “Siamo dei miracolati e siamo felici di essere tornati sani e salvi a casa, rimanere lì ormai ci provocava ansia e paura, così ieri sera abbiamo preso il volo che ci ha portato a Palermo”

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