Il piano d’azione in 17 punti varato dall’Unione europea per governare l’invasione di migranti comincia a provocare perplessità, ed i primi a formularle sono stati alcuni giornali tedeschi: saranno i Balcani a pagare il prezzo di questa incredibile situazione? Il“Tageszeitung”, quotidiano di sinistra di Berlino, scrive:”I Balcani diventeranno una zona di transito in cui i rifugiati “legittimi” dovranno essere separati da quelli che non hanno alcuna possibilità di ottenere asilo,e dunque saranno deportati, e poi toccherà a questi Paesi tenere ferma la linea del cosiddetti hot-spot “.
Il maggior difetto del piano al momento è l’assenza di ogni misura che rallenti i flussi. In una dichiarazione comune, i Paesi dei Balcani occidentali si sono impegnati a collaborare con la Commissione europea per permettere l’utilizzo di tutti gli strumenti disponibili a livello europeo e internazionale, compresa l’assistenza finanziaria, sulla base di una valutazione congiunta bisogni che sarà specificata entro 24 ore. A loro spetterà anche il compito di scoraggiare i movimenti di rifugiati e migranti alla frontiera ed in altri Paesi della regione. Andrà rafforzato il sistema di riparo temporaneo, cibo, acqua, assistenza sanitaria per tutti i bisognosi.
Viene poi accolta con favore l’intenzione della Grecia di aumentare la capacità di ricezione di 30.000 posti entro la fine dell’anno, e per Atene si prevede che un sostegno finanziario, e si sollecita il sostegno dell’UNHCR quanto a strutture di accoglienza e la fornitura di assistenza umanitaria.
Sono già partiti i contatti operativi con le istituzioni finanziarie internazionali come Banca europea per gli investimenti, Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e la Banca di sviluppo , per sostenere gli sforzi finanziari per fornire una protezione ai Paesi che desiderano utilizzare questi fondi.
L’ Unione fornirà piena capacità di registrazione di arrivi per massimizzare l’uso dei dati biometrici, tra cui le impronte digitali, organizzerà lo scambio di informazioni attraverso i punti focali, la portata e il movimento dimigrazione) scorre attraverso il nostro Paese, in particolare sul numero e lavorerà con Frontex e EASO. Le agenzie della UE sono state invitate a fornire assistenza tecnicae si prevede di intensificare la cooperazione sarà rafforzata con l’Afghanistan, Banghladesh e il Pakistan, in particolare per i rientri forzati.
“Siamo determinati a intensificare gli sforzi in corso per gestire e riprendere il controllo dei nostri confini attraverso un maggiore coordinamento delle nostre attività di gestione delle frontiere, scrivono ancora i Paesi dei Balcani, i quali però chedono una più stretta cooperazione con la Turchia, rafforzamento delle operazioni marittime “Poseidon” in Grecia ed una maggiore presenza di “Frontex” . Anche Grecia, Macedonia e Albania dovranno rafforzare la gestione della frontiera terrestre esterna. Il primo provvedimento concreto consiste comunque nell’ invio di 400 agenti di polizia in Slovenia e di attrezzature di base.
Alla riunione hanno partecipato i leader di Albania, Austria, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Germania, Grecia, Ungheria, Romania, Serbia e Slovenia, però subito dopo si è aperta la strada dei commenti e dei distinguo. “Non siamo disposti ad aprire campi di concentramento in Grecia – dice la portavoce governativa Olga Gerovasili/ – esprimiamo ufficialmente la notre netta opposizione all’idea di fornire assistenza a 50mila rifugiati , la distribuzione deve essere eguale e proporzionale per tutti i Pesi europei. La Grecia adempierà ai suoi obblighi in attesa che si determinino i criteri dui assistenza finanziaria”.
Anche il ministro per l’immigrazione Ioannis Muzalas dice che sarà possibile impostare campi di accoglienza entro la fine di quest’anno solo se i fondi saranno disponibili subito.
Fonti : Agenzie