Suscita attenzione anche la dichiarazione di un portavoce dell’Onu che ha ricordato la posizione del segretario generale Ban Ki-moon per il quale il caso dei due marò italiani dovrebbe essere risolta a livello bilaterale. Questo mentre sembra imminente una nuova iniziativa dei legali di Latorre per ottenere dalla Corte Suprema di New Delhi un rinvio del suo ritorno in India alla luce dell’operazione al cuore a cui è stato sottoposto a Milano.
Per quanto riguarda questo aspetto, i media propongono una notizia dell’agenzia Pti in cui si ricorda che il militare ottenne un permesso di quattro mesi per seguire in Italia un percorso riabilitativo per l’ictus subito in settembre. E che il 16 dicembre la Corte Suprema ha respinto una richiesta per il prolungamento di questo permesso.
Sulla posizione dell’Onu è invece l’agenzia Ians che riferisce una risposta lapidaria data dal portavoce Stephane Dujrric a un giornalista sulla vicenda: «Non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto già detto in passato». Il 13 febbraio 2014 un altro portavoce dell’Onu aveva sostenuto la necessità di un accordo bilaterale. «È importante – aveva detto Martin Nesirky – che le due parti siedano a un tavolo per trovare una soluzione concorde e ragionevole».