Marò, Latorre potrebbe far causa allo Stato: accusa l'Italia di avergli fatto rischiare la pena di morte
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Marò, Latorre potrebbe far causa allo Stato: accusa l'Italia di avergli fatto rischiare la pena di morte

Latorre accusa il nostro Paese di averlo rispedito in India dove rischiava la pena di morte (lì ebbe anche un ictus) e perché tutti questi anni di processi sono stati un ostacolo alla sua carriera. 

Marò, Latorre potrebbe far causa allo Stato: accusa l'Italia di avergli fatto rischiare la pena di morte
I due Marò Latorre e Girone
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3 Novembre 2022 - 10.48


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Massimiliano Latorre, uno dei due marò protagonisti di un lungo processo e di un caso diplomatico in India nel 2012, potrebbe chiedere i danni allo Stato italiano. Con l’altro fuciliere della Marina, Salvatore Girone, fu accusato dell’omicidio di due pescatori indiani nel febbraio del 2012 al largo delle coste del Kerala, nell’India sud-occidentale. Latorre accusa il nostro Paese di averlo rispedito in India dove rischiava la pena di morte (lì ebbe anche un ictus) e perché tutti questi anni di processi sono stati un ostacolo alla sua carriera. 

Latorre e Girone furono detenuti in India per 106 giorni, poi rimandati in Italia e di nuovo costretti a tornare in India. Il loro processo è stato alla fine archiviato perché, secondo i giudici, rispettarono le regole di ingaggio. I due marò, in quel momento funzionari dello Stato, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni, spararono in acqua pensando a un attacco da parte dei pirati alla nave petroliera Enrica Lexie. In quelle circostanze persero la vita due pescatori indiani. Per il tribunale questi assalti erano eventi abbastanza frequenti e, di conseguenza, il comportamento tenuto dai nostri due marò fu corretto.

Edmondo Cirielli ha presentato, sempre secondo Il Fatto Quotidiano, ad ottobre una proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul caso dei due marò. “È una vecchia battaglia di FdI”, ha spiegato Cirielli, ricordando “la restituzione dei nostri militari all’India, nonostante rischiassero la pena di morte, e le dimissioni il ministro degli Esteri, Giulio Terzi in segno di protesta”.

Nel luglio del 2020, dopo anni di complicati rapporti e battaglie legali tra Italia e India, un Tribunale arbitrale internazionale ha deciso che i nostri due marò dovessero essere processati nel nostro Paese, oltre a stabilire un risarcimento, sempre da parte dell’Italia, agli altri componenti dell’equipaggio del peschereccio indiano. “L’Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony”, scrissero i giudici nella sentenza.

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