Sono centinaia i messaggi di cordoglio lasciati dai cittadini sul luogo della sparatoria, a Brooklyn. La città di New York è sotto shock e stasera è prevista una veglia funebre in memoria di Wenjian Liu e Rafael Ramos. “Non riusciamo ancora a crederci”, ha detto un passante. “I poliziotti dovrebbero essere considerati eroi, non bersagli da far fuori”, ha detto un altro. In zona continuano ad affluire persone quasi senza sosta.
Prima di uccidere i due agenti di polizia a New York, il 28enne Ismaaiyl Brinsley, con una storia di violenze e instabilità mentale alle spalle, aveva annunciato sui social media le sue intenzioni e una volta arrivato a Brooklyn, subito prima di colpire i poliziotti, avrebbe invitato dei passanti a seguire le sue gesta su Instagram, e avrebbe detto loro “Guardate cosa mi appresto a fare”.
Brinsley aveva minacciato apertamente la polizia sui social media, aveva postato un video in cui si vedeva bruciare la bandiera americana e aveva commentato oltraggiato la morte di due afroamericani per mano di poliziotti bianchi. A renderlo noto è stata la polizia che sta scavando nel passato del giovane per ricostruire la dinamica dell’attacco agli agenti. Prima di salire su un autobus per Brooklyn, Brinsley secondo le ricostruzioni avrebbe sparato ad una sua ex in un appartamento vicino Baltimora. Alla donna avrebbe sottratto il cellulare, che ha permesso agli investigatori di ricostruire le sue mosse: la polizia di Baltimora a quel punto ha lanciato l’allarme, e allertato la polizia di New York, ma il messaggio inviato ai colleghi sarebbe arrivato nello stesso istante in cui l’uomo stava colpendo gli agenti in macchina.
Brinsley era stato arrestato 19 volte in passato e secondo la famiglia aveva problemi mentali che non erano stati diagnosticati e curati. Secondo la polizia il giovane avrebbe tentato il suicidio lo scorso anno.
Intanto un altro poliziotto è stato aggredito nella stazione del 28esimo distretto: in base alle prime informazioni, un uomo è entrato dentro l’edificio e lo ha aggredito, spezzandogli un braccio. Al momento non sono disponibili altre informazioni, né vi sono elementi che colleghino l’episodio con le tensioni razziali degli ultimi mesi negli Usa.
Nelle ultime ore le polemiche vengono rivolte anche al sindaco De Blasio, che è stato difeso da Rudolph Giuliani (ex primo cittadino della Grande Mela), il quale punta il dito contro Obama. Accusare il sindaco De Blasio di avere le mani sporche di sangue “è una reazione eccessiva”, ma lui “deve cambiare politica nei confronti dei poliziotti”. “Non è giusto accusarlo”, ha detto. “Molti sindaci hanno perso poliziotti durante il loro mandato. E dire una cosa del genere è pericoloso”, ha proseguito Giuliani. “E non credo nemmeno che i poliziotti avrebbero dovuto voltargli le spalle. I miei sentimenti vanno a De Blasio e al capo della Polizia di New York, Bratton. So che faranno cambiamenti”. Giuliani però ha criticato il sindaco per il modo in cui ha gestito le manifestazioni di proteste delle ultime settimane contro la brutalità della polizia. “Ha lasciato che andassero fuori controllo. Avrebbe dovuto creare delle aree di protesta per i manifestanti”, sostiene.