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Condannati a 50 anni i poliziotti che in Messico hanno venduto ai narcos gli italiani finiti nel nulla

Antonio Russo e Vincenzo Cimino erano scomparsi il 31 gennaio del 2018. Sono stati visti per l'ultima volta a Tecalitlán, Jalisco, dove opera il potente cartel Jalisco Nuove Generation

Fiaccolata di protesta fatta dagli amici di Antonio Russo e Vincenzo Cimino in seguito alla loro scomparsa
Fiaccolata di protesta fatta dagli amici di Antonio Russo e Vincenzo Cimino in seguito alla loro scomparsa

globalist

10 Aprile 2021 - 08.49


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A distanza di tre anni la vicenda dei tre italiani scomparsi in Messico ha avuto una svolta importante: sono stati condannati a 50 anni di prigione due dei quattro poliziotti di Tecalitlán coinvolti proprio nella loro sparizione, nel 2018.
Si tratta, si legge sul sito messicano Mural, di Salomón Adrián Ramos Silva e Emilio Martines García, trovati colpevoli della “scomparsa forzata” di Antonio Russo e Vincenzo Cimino. La decisione della pena arriva dopo che una settimana fa era stato emesso il verdetto di colpevolezza.

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Una terza poliziotta accusata, Linda Guadalupe, è riuscita a fuggire durante una pausa di una precedente udienza del processo, mentre il quarto poliziotto coinvolto, indicato come Fernando N, è morto in prigione.

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Cimino e Russo, insieme a Raffaele Cimino erano scomparsi il 31 gennaio del 2018, ed erano stati visti per l’ultima volta a Tecalitlán, Jalisco, dove opera il potente cartel Jalisco Nuove Generation.
A febbraio erano stati arrestati gli agenti con il sospetto di aver consegnato gli italiani ad un gruppo armato

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