Decapitazione Isis: tra i boia jihadisti inglesi e francesi
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Decapitazione Isis: tra i boia jihadisti inglesi e francesi

Si tratterebbe di Maxime Hauchard, 22 anni, e Nasser Muthana, uno studente di medicina di 20 anni. Suo padre: non sono del tutto certo ma assomiglia proprio a lui.

Decapitazione Isis: tra i boia jihadisti inglesi e francesi
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17 Novembre 2014 - 12.15


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Esiste una probabilità molto forte che uno dei jihadisti che si mostrano a volto scoperto nel video dell’Is diffuso ieri sia un cittadino francese e un inglese. A confermare la notizia anticipata dai media del paese è stato il ministro dell’Interno del governo di Parigi, Bernard Cazeneuve.

Parlando di “esecuzioni barbare” che “non possono che provocare disgusto” in relazione alle immagini dell’uccisione di una quindicina di persone identificate come militari siriani, il titolare dell’Interno francese ha affermato che le immagini video sono state analizzate dai servizi di intelligence e che la conclusione sembra essere quella di una “probabilità molto forte” che l’individuo che si vede sia Maxime Hauchard, nato nel 1992, originario del dipartimento dell’Eure.

Il “boia” francese sarebbe Maxime Hauchard, 22 anni, nato in Normandia e convertito all’islam prima di partire, nell’agosto 2013, verso la Siria. Prima di questa esperienza, Hauchard avrebbe soggiornato in Mauritania nel 2012. “Al di là della condanna di questi innominabili crimini – ha detto Cazeneuve – lancio un appello solenne e con la massima gravità a tutti i nostri compatrioti e soprattutto ai giovani, che sono l’obiettivo privilegiato della propaganda terroristica, affinché aprano gli occhi sulla terribile realtà delle azioni di Daesch e dei gruppi affiliati, che schiavizzano, martirizzano e uccidono”.

Nel video anche Nasser Muthana, uno studente di medicina di 20 anni originario di Cardiff, il quale appare di fianco a ‘Jihadista John’, il miliziano dall’accento inglese ritenuto l’esecutore delle decapitazioni di cinque ostaggi occidentali, l’ultimo dei quali è stato l’americano Peter Kassig. “Non sono del tutto certo ma assomiglia proprio a lui – ha detto Ahmed, il padre – Deve temere Allah per aver ucciso persone”. “Non lo perdonerò – ha aggiunto il padre – deve essere malato di mente”.

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