Ha preso il via il 27 ottobre, ed è ancora in corso, il processo contro Dilgam Askerov e Shahbaz Guliyev. I due, cittadini azerbaigiani, che secondo i media armeni sarebbero stati membri, insieme a Hasan Hasanov, di un “gruppo di sabotatori” catturato dalle forze militari armene a Kelbajar, distretto dell’Azerbaigian sotto occupazione armena.
Kelbajar è uno dei sette distretti adiacenti al Nagorno-Karabakh, Regione dell’Azerbaigian, sotto occupazione da parte delle forze militari armene dal 1993. L’occupazione ha portato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare la Risoluzione n. 822, la prima di una serie, in cui è stata riaffermata la sovranità e l’integrità territoriale dell’Azerbaigian.
La risoluzione prevede l’immediato ritiro delle forze armate armene dai territori occupati. Fonti azerbaigiane, raccontano una vicenda diversa da quanto diffuso dalle fonti armene, e cioè che i tre civili sono stati catturati mentre, pacificamente, visitavano il villaggio di Shaplar, città natale di uno di loro. Hasan Hasanov è stato ucciso, in circostanze ancora da chiarire, mentre Askerov e Shahbaz sono stati catturati.
Dilgam Askerov era solito tornare nella sua città di origine, e postare video di questi viaggi su you tube. Nulla a che fare con attività sovversive, ma solo il desiderio, comune a tutti i profughi, che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni, di tornare di tanto in tanto nelle loro terre a visitare le tombe dei propri cari.
Secondo l’Azerbaigian l’Armenia quindi sarebbe direttamente responsabile per la cattura di Shahbaz Guliyev e Dilgam Asgarov e per aver avviato contro di loro un processo farsa. Non solo, gli azerbaigiani sostengono che la cattura, mentre erano nella loro terra, e il conseguente processo, sono illegali e contrari alle leggi internazionali. L’accusa indirizzata all’Armenia è di non aver rispettato nessuna delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.