Il partito che guidò la svolta democratica in Serbia dopo la caduta del regime di Slobodan MIlosevic riparte da una donna: la signora Sanda Raskovic-Ivic, che qualche anno fa é stata anche ambasciatrice in Italia, domenica é stata eletta a stragrande maggioranza (360 voti contro i 180 del suo competitore) presidente del “Dss”, il partito democratico serbo che sotto la guida di Vojslav Kostunica per quasi un decennio aveva dominato la scena politica fino all’insuccesso delle ultime elezioni.
La signora Raskovic é una docente di psicologia che impersona il volto più moderno e aperto della borghesia urbana di Serbia, è cresciuta a Sebenico, si é laureata a Belgrado e dopo il crollo della Jugoslavia si era schierata subito fra quanti vogliono una Serbia moderna e indipendente. Oggi é la prima donna che nella storia della Serbia democratica prenda la guida di un importante partito politico, ed in una nazione tanto tradizionalista già questa appare una piccola rivoluzione.
Il “DSS” le affida la sua voglia di rinascita in base ad un programma le cui linee guida sono già chiare: Europa sì ma non a tutti i costi, mantenimento degli stretti legami storici e culturali con la Russia, fine delle privatizzazioni selvagge che hanno impoverito il Paese, creazione di un blocco di centro destra – per ora con il Movimento Democratico di Serbia (Depos) ed il Movimento per il rinnovamento serbo (SPO), ma aperto anche ad altre alleanze – che sia in grado di contare.
Sanda Raskovic Ivic é anche il primo leader nella storia del partito dopo il fondatore Kostunica, e gli altri gruppi politici cominciano a guardare alla sua nomina con una certa preoccupazione: sulla scena politica degli ultimi vent’anni non si era mai affacciata una figura che fosse nello stesso tempo così nuova e capace, e per di più dotata di fascino personale. Sanda Raskovic Ivic, insomma, sembra in grado di attirare consensi molto più vasti dell’elettorato del suo partito, e potrebbe “sparigliare” i giochi del potere.
Fonte: Agenzie