Vyacheslav Ponomaryov, l’autoproclamato sindaco di Slovyansk, ha confermato che altri quattro osservatori Osce spariti da martedì sono in mano ai miliziani. “Il gruppo di quattro persone sparito a sud di Donetsk, sappiamo dove si trova e stanno tutti bene. Li avevamo avvertiti che non sarebbero dovuti andare da nessun parte per un po’ di tempo, però quattro di loro non ci hanno ascoltato e sono stati arrestati”, ha detto Ponomaryov.
I quattro – di nazionalità estone, turca, svizzera e danese – potrebbero essere liberati nelle prossime ore, ha aggiunto il leader dei ribelli nella roccaforte filorussa. “Nessuno li ha arrestati, li abbiamo fermati. Quando chiariremo chi sono, dove andavano e a far cosa, li lasceremo andare”, ha continuato Ponomaryov, lasciando intendere che vuole esclude che siano spie che lavorano per le autorità ucraine.
Proprio ieri la Farnesina ha confermato il rilascio di altri 12 osservatori del team, di cui faceva parte anche un’italiana. La squadra aveva perso i contatti con la base nell’est dell’Ucraina verso mezzogiorno, innescando un allarme durato alcune ore. Non appena ricevute le rassicurazioni sulla sorte del gruppo, l’Unità di crisi del ministero degli Esteri si è messa in contatto con i familiari della componente italiana.
La missione speciale in Ucraina di osservatori dell’Osce, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, è attiva dal mese di marzo e può contare su circa 280 persone, tra cui 200 osservatori civili di 41 Paesi diversi. Mercoledì l’Osce aveva comunicato che un altro gruppo di cui si erano perse le tracce (e tra quelli che mancavano all’appello c’era anche una italiana) era invece tornato a Donetsk.
Dagli Usa nuovo avvertimento alla Russia – “Questa non è una nuova guerra fredda”: lo ha detto il presidente americano, Barack Obama, sottolineando come la linea degli Usa sulla crisi ucraina è quella di “agire insieme agli alleati e alla comunità internazionale che hanno dato al popolo ucraino la possibilità di votare e scegliere i loro futuro”.
Leader dei ribelli di Donetsk – “Non combatteremo fino alla fine, ma fino alla vittoria”: lo ha detto il leader dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (Dnr), Denis Pushilin, davanti a una folla di sostenitori. Concetto ribadito dal premier Alexander Borodai poco dopo in una conferenza stampa in un albergo della città.
Le autorità della Repubblica popolare di Donetsk hanno confermato il coprifuoco dalle 20 alle 6 del mattino.
Circa 300 minatori intanto sono arrivati in corteo a piazza Lenin. A quanto si apprende, si tratterebbe di una agitazione di natura sindacale, mentre altre fonti ipotizzano motivazioni politiche – alcune frange dei lavoratori del settore sono considerate simpatizzanti dell’oligarca Rinat Akhmetov. I minatori smentiscono chi li voleva schierati con Kiev: lo scopo della manifestazione è quello di condannare “la punitiva operazione militare delle forze ucraine”. Nella piazza regna la quiete.
Obama incontrerà il presidente Poroshenko – Il neo-eletto presidente ucraino, Petro Poroshenko, incontrerà prima Barack Obama di Vladimir Putin. Secondo fonti diplomatiche riservate, citate dal quotidiano russo ‘Kommersant’, il capo della Casa Bianca vedrà infatti Poroshenko il 3 giugno prossimo a Varsavia, nell’ambito del suo tour europeo che prenderà il via il giorno precedente e che dovrebbe toccare Polonia, Belgio e Francia.
Obama è stato uno dei primi leader a congratularsi con l’oligarca del cioccolato per la sua vittoria alle presidenziali di domenica scorsa in Ucraina, e a promettergli sostegno nel processo verso la pace e le riforme nella Repubblica ex sovietica. I due presidenti potrebbero incontrarsi anche una seconda volta, in Francia, in occasione delle celebrazioni per il settantesimo anniversario del D-Day, lo sbarco in Normandia durante la II Guerra Mondiale, a cui sono entrambi invitati. Il 6 giugno al medesimo evento sarà presente anche Putin.
La salma di Rocchelli è in Italia – Ieri nel Paese la tensione era alta: nuovi combattimenti nella repubblica popolare di Donetsk, coi caccia militari di Kiev tornati a sfrecciare sui cieli dell’Est e ribelli filorussi che hanno decretato il coprifuoco e si son dichiarati decisi a “combattere fino alla vittoria”. Nel tardo pomeriggio, invece, è rientrata da Kiev in Italia la salma del fotoreporter italiano Andy Rocchelli ucciso insieme al suo interprete la settimana scorsa proprio durante gli attacchi a Slavyansk.