Assalto al Museo ebraico: è caccia all'uomo in Belgio
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Assalto al Museo ebraico: è caccia all'uomo in Belgio

C'è anche un ferito grave. Allertate anche le autorità francesi. La sparatoria vicino al Museo ebraico di Bruxelles.

Assalto al Museo ebraico: è caccia all'uomo in Belgio
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25 Maggio 2014 - 18.10


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È caccia in Belgio a chi[url” ha aperto il fuoco”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=58418&typeb=0&Bruxelles-spari-vicino-alla-sinagoga-quattro-morti[/url], sabato pomeriggio, davanti al museo ebraico di Bruxelles. Lanciato un appello alla popolazione per trovare l’autore dell’aggressione che ha fatto risorgere lo spettro dell’antisemitismo e ha divulgato immagini prese dai circuiti di sicurezza.

I media hanno fatto sapere che anche le autorità francesi hanno rafforzato le misure attorno a centri culturali e scuole ebraiche dopo che, nella serata di sabato, due fratelli ebrei sono stati aggrediti all’esterno della sinagoga di Creteil, nella banlieu di Parigi.

Nell’attentato a Bruxelles sono morte una copia di turisti israeliani – due cinquantenni giunti a Bruxelles da Tel Aviv – e una donna francese; un belga, raggiunto dagli spari al collo e al volto, è in gravissime condizioni. L’attacco, secondo la polizia, è stato condotto da un uomo “probabilmente solo” e “ben preparato”.

“È ancora troppo presto per confermare se si tratti di un atto terroristico o un attacco anti-semita”, ha tuttavia spiegato Ine Van Wymersc, portavoce dell’ufficio del procuratore, “e tutte le ipotesi sono ancora aperte”. Van Wymersc ha inoltre confermato che la persona che era stata arrestata sabato, subito dopo gli spari, perché guidava un’auto con la targa Audi che era stata vista sulla porta del museo, è stata liberata; e da sospettato è diventato un testimone.

Reazioni – L’attentato ha suscitato l’unanime condanna della diplomazia internazionale; ma il premier israeliano Benjamin Netanyahu, scagliandosi contro “l’ipocrisia” europea, ha detto che è stato il frutto di “un incessante incitamento contro Israele da parte di diversi elementi in Medio Oriente e in Europa spessa”. Netanyahu, si è lamentato che nessuno leader europeo, ad eccezione del premier belga, Elio Di Rupo, gli abbia telefonato dopo l’attentato, un attentato che riflette “un aumento dell’antisemitismo” in Europa.

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