Kiev ha dato inizio a un'”operazione antiterrorismo a Sloviansk” città dell’est dell’Ucraina, nella provincia di Donetsk, dove ieri uomini armati filo-russi hanno preso edifici dei servizi di polizia e di sicurezza. Lo ha annunciato annunciato il ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov sulla sua pagina Facebook sottolineando “che Dio sia con noi”.
Avakov ha anche detto che ci sono stati “morti e feriti da entrambe le parti”. Si registra la morte di “un ufficiale dei servizi di sicurezza Sbu e almeno cinque feriti”. Tra i separatisti, continua lo stesso Avakov, c’è un “numero non precisato di vittime”. Tra i feriti nelle file delle forze pro-europee ucraine anche il “capo del centro di terrorismo Sbu”. Il ministro ha riferito anche di “separatisti che si nascondono dietro civili, usati come scudi umani”.
L’operazione è arrivata all’indomani di una riunione di tre ore del Consiglio di sicurezza ucraino sull’emergenza nell’est, di cui non sono stati resi noti i risultati.
Agli abitanti della città le autorità ucraine hanno chiesto di restare in casa e di non affacciarsi alle finestre. Avakov ha poi riferito che gli agenti hanno rimosso un blocco stradale e i miliziani filo-russi hanno aperto il fuoco contro le forze speciali, mostrando che “sparano per uccidere”.
Il ministro dell’Interno ucraino aveva denunciato le occupazioni di edifici delle forze di sicurezza a Slaviansk come “un atto di aggressione”.
Intanto arriva l’ammonizione di Mosca: l’uso della forza da parte di Kiev nel sud-est dell’Ucraina rischia di far saltare gli sforzi per una soluzione diplomatica della crisi, compresa la riunione prevista il 17 aprile a Ginevra tra Usa-Russia-Ue-Ucraina.
Ban Ki-moon, appello alla calma – Arriva anche l’appello del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, a tutti i protagonisti della crisi ucraina a “usare la massima moderazione” e a dialogare per abbassare la tensione. Dicendosi “molto preoccupato di fronte ai rischi crescenti di scontri violenti”, Ban ribadisce: “Le Nazioni unite sono pronte a sostenere una soluzione pacifica della crisi attuale in Ucraina”.
Kerry avverte Lavrov: basta con gli attacchi – Il segretario di Stato Usa John Kerry ha parlato al telefono con il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov e lo ha avvertito che se la Russia non prenderà «misure per ridurre la tensione nell’Ucraina orientale e non ritirerà le sue truppe dal confine» dovrà affrontare «ulteriori conseguenze». Lo rende noto il Dipartimento di Stato.
Nel corso del colloquio telefonico, Kerry ha espresso «profonda preoccupazione» che gli attacchi delle ultime ore delle milizie nell’Ucraina dell’Est siano stati «orchestrati», riferisce ancora il Dipartimento di Stato, aggiungendo che militanti nell’Ucraina orientale «erano equipaggiati con armi russe e con le stesse uniformi indossate dalle forze russe che hanno invaso la Crimea».
Biden a Kiev il 22 aprile – Il vicepresidente americano Joe Biden andrà a Kiev il 22 aprile “per incontri con i leader governativi e membri della società civile” ucraina, rende noto la Casa Bianca. Biden “discuterà degli ultimi sviluppi nell’Ucraina orientale, dove separatisti filorussi, apparentemente col sostegno di Mosca, continuano una campagna di incitamento e sabotaggio dello Stato ucraino”. Biden ribadirà il sostegno Usa ad una Ucraina “democratica, unita”, e si consulterà col governo di Kiev “sugli sforzi della comunità internazionale per aiutare a stabilizzare l’economia dell’Ucraina e per assisterla nei passaggi verso riforme costituzionali, decentramento, sforzi contro la corruzione e libere ed eque elezioni presidenziali il 25 maggio”.
Bielorussia boccia la proposta russa di federalizzazione – Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko boccia la proposta russa di una federalizzazione dell’Ucraina. “Se si vuole preservare l’Ucraina come stato singolo, e io voglio che sia singolo, integro e indivisibile, non dovrebbe essere attuata la federalizzazione. Questo significherebbe la piena divisione dell’Ucraina domani, questo distruggerebbe lo Stato”.
Rasmussen: molto preoccupato per la tensione nell’est – “Sono estremamente preoccupato per l’aumento della tensione nell’Ucraina orientale. Vediamo una campagna di violenza concertata dai separatisti pro-Russia, che puntano a destabilizzare l’Ucraina come Stato sovrano. La ricomparsa di uomini con armi speciali russe e uniformi anonime, come quelle indossate dalle truppe russe durante la presa illegale e illegittima della Crimea, è un grave sviluppo”. Così ha commentato gli eventi delle ultime ore nel Paese il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen.