di Enrica Verlini
La svolta definitiva della Georgia raccontata attraverso le parole dell’ambasciatore Karlo Sikharulidze, capo della rappresentanza diplomatica della Georgia, all’indomani delle elezioni presidenziali che hanno visto una vittoria trionfante per il candidato Giorgi Margvelashvili, del partito Georgian Dream del primo ministro Ivanishvili.
Quali sono le sue considerazioni dopo queste elezioni?
Finalmente, dopo 20 anni dall’inizio del processo che ha portato la
Georgia ad una propria indipendenza, l’affrancamento dall’URSS non è più soltanto nominale: la scelta e’ definitiva, chiara, i cittadini della Georgia si sono schierati apertamente e in modo deciso per un avvicinamento all’Europa, abbandonando definitivamente la mentalità sovietica. Si tratta di una scelta non calata dall’alto, per azione di un governo o di un partito politico, ma una operata da tutta una nazione, da tutto un popolo. Le istituzioni e gli osservatori internazionali, hanno verificato la correttezza del voto, leggendo il posizionamento degli elettori come una chiara scelta dei cittadini verso l’Europa.
Sia come ambasciatore, sia come semplice cittadino georgiano che vive in un paese straniero, sono orgoglioso di quello che i miei concittadini hanno fatto in queste elezioni. Possiamo definire questo un test egregiamente superato, dove si è dimostrato lo stato di maturità dei cittadini, di chiarezza nella scelta democratica e nell’avvicinamento all’Europa.
Ci sarà da parte della Georgia la richiesta di aderire in futuro all’unione europea?
Con riferimento ai paesi ex-sovietici è accaduto in Georgia un evento unico: si sono svolte elezioni democratiche e trasparenti, e la Georgia oggi si propone definitivamente ai paesi democratici e alle loro società come un partner affidabile e solido con cui relazionarsi.
Ciò è di fondamentale importanza soprattutto alla vigilia del Summit del Partenariato Orientale EU che si terrà a Vilnius a Novembre 2013 e dove è prevista la sigla dell’accordo di associazione della Georgia alla Unione Europea.
Infatti fin dagli anni ’90 siamo membri del Consiglio d’Europa e la nostra priorità è adesso quella di partecipare pienamente alla “famiglia europea”, questo processo porterà naturalmente nel tempo ad una integrazione totale. La manifestazione esplicita del popolo georgiano è per una spinta verso l’Ue, e l’adesione alle istituzioni europee e euro-atlantiche; questo è desiderio condiviso da tutti i partiti, che già si concretizza nelle scelte che hanno portato, ad esempio, la Georgia, ad avere una presenza militare in Afghanistan con il maggior contributo di uomini tra i paesi non rientranti nel Patto Atlantico alla missione di pace NATO “ISAF”. La Georgia ha sicuramente bisogno dell’Europa ma anche l’Europa ha bisogno della Georgia.
Cambieranno i rapporti con gli USA?
Gli Stati Uniti sono un partner strategico per la Georgia, in questi ultimi venti anni il rapporto è stato sempre forte, sia sotto il profilo finanziario che politico. Si tratta del rapporto ideale che dovrebbe esistere tra un paese grande ed un paese piccolo. Non dipende dalle singole personalità dei leader e dei politici, si tratta di un partenariato solido, frutto di scelte del popolo.
Quali sono i rapporti con i vostri vicini?
Le relazioni con tutti i paesi vicini sono sempre stati ottimi, improntati all’amicizia e alla fratellanza, tanto più’ in questa fase rimangono i migliori possibili, a differenza di quanto avviene con la Russia, con cui permane un grande problema di ingerenza nella sovranità territoriale georgiana. Continua infatti, da parte della Russia, una vera e propria occupazione del territorio georgiano, il cui confine arretra di giorno in giorno. Ad oggi la Georgia ha perso il 20 per cento del proprio territorio, nonostante l’uso di tutti gli strumenti diplomatici di mediazione nella ricerca di una soluzione.
Questo comportamento del Cremlino, attuato ancor oggi nel XXI secolo, appare inaudito ed è in totale contraddizione con una corretta e comune risposta alle sfide che la globalizzazione pone davanti ai paesi del mondo intero. Oggi ogni problema locale deve essere considerato globale.
I rapporti con l’Italia cambieranno?
I rapporti con l’Italia sono sempre stati ottimi, di grande collaborazione e supporto. Inoltre con il progetto TANAP (Trans Anatolian Pipeline) che vedrà il gas azero transitare per la Georgia e, attraverso Turchia, Grecia e Albania, arrivare in Italia, la sinergia tra i due paesi sarà ancora maggiore, così come la partnership commerciale e politica: l’Italia ha sempre supportato la sovranità territoriale della Georgia.
Mi preme sottolineare che imprenditori italiani vengono spesso a parlare con noi di business e relazioni commerciali con il nostro paese, e noi siamo sempre aperti a questo tipo di collaborazione.
Desidero ringraziare il governo italiano per tutto il supporto che ci ha fornito nel passato e continua ad offrirci nel presente e, siamo certi, che questo impegno porterà ad un sempre maggiore e proficuo rafforzamento dei nostri rapporti. Vorrei anche menzionare il validissimo lavoro della mia collega italiana a Tbilisi, l’ambasciatore Federica Favi, uno dei migliori rappresentanti diplomatici presenti nel mio paese.