Lo sfregio di Babilonia, furto alla Porta di Ishtar
Top

Lo sfregio di Babilonia, furto alla Porta di Ishtar

Il ministero della Cultura irachena denuncia la scomparsa di oltre 400 mattoni blu della porta costruita nel 575 a.C. da Nabucodonosor II e restaurata da Saddam prima della guerra

Lo sfregio di Babilonia, furto alla Porta di Ishtar
Preroll

Desk Modifica articolo

28 Febbraio 2013 - 19.10


ATF

Probabilmente con i suoi mattoni smaltati color blu notte e azzurro intenso è la porta più famosa della storia. Anche e soprattutto per questo, approfittando del conflitto in Iraq, la meravigliosa e suggestiva Porta di Ishtar, famoso ingresso all’antica Babilonia situata nell’odierno Iraq centrale, è da anni sotto l’attacco di criminali senza scrupoli che la depredano delle suo prezioso rivestimento. I furti avvengono in continuazione approfittando della scarsa sorveglianza. L’ultimo in ordine di tempo rischia di dare il colpo di grazia alle speranze di preservare questo reperto unico nel suo genere costruito nel 575 a.C.. Sarebbero infatti almeno 400 i mattoni rubati da ignoti e non “solamente” 33 come aveva dichiarato in un primo momento il ministro del Turismo e delle Antichità, Liwa Sumaism. La notizia che aggiorna un report dell’ottobre scorso è stata diffusa da The Art Newspaper sul suo sito web.

La Porta di Ishtar era in origine una delle otto porte monumentali (14 metri di altezza per 10 di larghezza) della parete interna di Babilonia. Fu costruita per onorare la dea omonima nel 575 a.C. da Nabucodonosor II sul lato nord della città. Si compone di migliaia di mattonelle smaltate da caratteristico colore ottenuto dai frammenti di lapislazzuli blu di cui il rivestimento dei mattoni è impastato. Ed è percorsa lungo tutto il suo perimetro da immagini di draghi, tori, leoni e creature mitologiche. I resti della porta originale sono stati scoperti a Babilonia tra il 192 e il 1914 da un’equipe di archeologi tedeschi. La maggior parte dei reperti fu pertanto trasferita in i trasferisce in Germania nel 1930. Qui al Pergamon Museum di Berlino è stata ricostruita interamente. Altr reperti sono conservati anche nei musei di Istanbul, New York, Detroit, Boston e così via. Lo stesso discorso vale ovviamente per il Nabucodonosor Museo di Babylonia (a circa 200km a sud di Bagdad) che però fu chiuso dai funzionari di Saddam Hussein per portare le opere al sicuro poco prima dell’invasione statunitense del 2003. Alcune di esse sono state trasferite al Museo Nazionale di Baghdad. In un’intervista al giornale “Al-Bayan” di Baghdad, Sumaism ha avvertito che tutti i siti archeologici e i musei del Paese hanno bisogno al più presto di oltre migliaio di guardiani in più altrimenti non sarà più possibile garantire la sicurezza per garantire la sicurezza.

[GotoHome_Home]

Vai alla sezione Melting pot

Native

Articoli correlati