Il boom elettorale del titolo Mediaset
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Il boom elettorale del titolo Mediaset

Un balzo che da inizio anno è stato del 30%. Un movimento di "mani forti" o comunque legato al rientro sulla scena politica di Silvio Berlusconi. Chi compra e chi vende.

Il boom elettorale del titolo Mediaset
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20 Gennaio 2013 - 10.36


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Antonella Olivieri, su Il Sole 24 Ore avanza una ipotesi audace. Mediaset come il Monte dei Paschi di Siena? In Piazza Affari il titolo del Biscione è in effetti protagonista di una replica di quanto successo sulla banca senese. Questioni complicate di “hedge fund”, che cominciano ad avere qualche problema di riscatti. Troppi giochi allo scoperto con l’obbligo finale a rientrare, a pagare. Ma per Mediaset gli investitori starebbero scommettendo sulla ripresa dell’economia. La tesi convince fino a un certo punto, dal momento che la scommessa pare un po’ troppo anticipata. La società si appresta a chiudere i conti 2012 in rosso, per la prima volta dalla quotazione, e quest’anno, nonostante il taglio dei costi, gli analisti non si aspettano un recupero che possa andare molto al di là del pareggio.

Considerato che la priorità è la riduzione dell’indebitamento -intorno a 1,8 miliardi- il mercato non si aspetta perciò cedole nè per quest’anno nè il prossimo. L’aspettativa di ritorno alla redditività “vera” si sposta dunque a non prima del 2014. E nel frattempo il Biscione ha raggiunto valutazioni che ne fanno un titolo molto caro rispetto al settore, un multiplo doppio rispetto alla media del settore televisivo europeo, con la sola eccezione delle emittenti spagnole che sono ancora più care (22,3 volte Antena3, 38,7 Mediaset Espana).

C’è infine una terza spiegazione per gli exploit della società del gruppo Fininvest. Suggestiva, quanto inverificabile. Tra le sale operative e gli ambienti finanziari rimbalza infatti la voce che la famiglia Berlusconi possa considerare anche l’ipotesi di vendere e che una sorpresa in tal senso possa arrivare a cavallo della scadenza elettorale. Per il momento la società ha fatto sapere di non avere nulla da comunicare a spiegazione dell’andamento del titolo. Ma intanto, dai minimi di metà novembre, la capitalizzazione di Borsa ha guadagnato un miliardo tondo.

Intanto, secondo Calo Festa, sempre Il Sole 24 Ore, a Mediaset, passa di mano il 12% del capitale
Due strappi consecutivi, con il 12% del capitale scambiato, hanno riportato i riflettori di Borsa sul gruppo posseduto dalla famiglia Berlusconi tramite la holding Fininvest. Chi sta dunque comprando? C’è un nesso tra i rialzi in Borsa di Mediaset e le prossime elezioni politiche che vedono il ritorno come leader del centro-destra proprio Silvio Berlusconi?

Le speculazioni non si fermano. La Commissione di Borsa sta monitorando il titolo sin dai primi strappi registrati lo scorso dicembre. Gli analisti di Beremberg giudicano inoltre Mediaset la miglior storia di ripresa nel settore dei media europei. Sullo sfondo restano invece i rumors, peraltro sempre smentiti, di ingresso di un socio di minoranza nella compagine azionaria a fianco della Fininvest. Come pure le indiscrezioni sulla ricerca di un partner per la sola piattaforma Mediaset Premium.

Così anche ieri, su richiesta della Consob, il gruppo di Cologno ha precisato di non aver nulla di nuovo da comunicare al mercato, che possa spiegare i forti rialzi del titolo rispetto a quanto già annunciato. Resta comunque agli archivi un volo davvero impressionante del titolo a Piazza Affari. Infatti dopo essere crollato del 76% da inizio 2011 fino ai minimi del 2012, da novembre il titolo del Biscione ha guadagnato quasi il 65% rispetto a un indice di Borsa che è salito invece del 18 per cento.

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