Il Senegal combatterà con la Francia in Mali. Il Paese africano infatti è in procinto di
inviare nel Mali un battaglione di 500 militari destinato ad
affiancare le forze regolari di Bamako e quelle francesi contro
le milizie islamico-radicali dilagate nel nord del Paese. Lo ha
annunciato in queste ore il ministro degli Esteri senegalese,
Mankeur Ndiaye, esprimendo pieno appoggio alla decisione di
Parigi d’intervenire.
L’obiettivo è quello di ”condurre una
guerra” per ”estirpare tutti i gruppi terroristici dal nord
del Mali”. Il ministro ha comunque negato che soldati
senegalesi siano già sul terreno, così come era stato
ipotizzato fin da ieri sulla base di indiscrezioni peraltro
subito smentite dal governo di Dakar.
Ma già la Francia comincia ad accusare il colpo: fallisce drammaticamente il blitz per liberare un
ostaggio da 3 anni e mezzo in mano ai ribelli somali. Le perdite sono già pesantissime dopo poche ore, con
un centinaio fra soldati e miliziani islamici morti negli
scontri nel Mali, dove Londra si prepara a fornire supporto
logistico a Parigi, ma dove si contano vittime anche fra i
civili (inclusi tre bambini).
Damien Boiteux, era tenente e guidava uno degli elicotteri
spediti stanotte a bombardare i gruppi islamici. E’ lui la prima
vittima di ‘Serval’ (Gattopardo), l’operazione lanciata 24 ore
fa da Parigi in Mali.
A bordo dell’elicottero ‘Gazelle’ colpito durante il raid,
oltre al tenente Boiteaux (colpito mortalmente all’arteria
femorale) c’era il suo secondo, che si e’ salvato. Il velivolo,
ancora carico di missili Hot, partito dalla base di Ouagadougou
(Burkina Faso), è stato invece perduto. Lo stato maggiore
francese ha precisato di aver impiegato oltre agli elicotteri
delle forze speciali che hanno fermato le colonne di combattenti
jihadisti che arrivano dal nord, quattro aerei Mirage 2000-D
partiti dal Ciad. Ognuno ha sganciato due bombe da 250 chili,
colpendo in tutto piu’ di una decina di obiettivi attorno a
Gunda. Per Edouard Guillaud, capo di stato maggiore, i
terroristi in marcia hanno abbandonato Konna e sono risaliti di
”diverse decine di chilometri” a nord.
Sul fronte somalo, che i vertici militari di Parigi hanno
tenuto a tenere distinto e ”senza alcun collegamento” con
l’operazione ‘Serval’, la Francia è intervenuta per liberare
Denis Allex, un agente dei servizi segreti francesi ostaggio dei
ribelli dal luglio 2009. Hollande ha ricordato stasera che
Allex era detenuto ”in condizioni pesantissime da 3 anni e
mezzo” e che la missione speciale ”non ha potuto essere
portata a termine nonostante il sacrificio di due soldati e
senza dubbio l’assassinio del nostro agente”.
Sulla morte di Allex, ucciso dai suoi carcerieri, i vertici
francesi non sembrano avere più dubbi, anche se i ribelli
islamici sostengono che l’uomo è ”ferito ma vivo” e che sarà
”processato entro due giorni”. Gli stessi ribelli sostengono
di tenere prigioniero un soldato francese ferito. Il blitz
dell’esercito e della DGSE (servizi) è scattato in nottata a
Bulomarer, località in mano agli integralisti shabaab legati ad
Al Qaida, 110 km a sud di Mogadiscio. La Difesa ha parlato d’una
”forte resistenza” e di ”violenti combattimenti” (costati
anche la vita ad almeno 17 jihadisti), al termine dei quali la
missione è stata dichiarata fallita. ”L’operazione – ha detto
però Hollande – conferma la determinazione della Francia a non
cedere al ricatto dei terroristi”.