Julian Assange è pronto ad essere interrogato dalla magistratura svedese, ma sooo via Skype. Lo ha detto il portavoce di Wikileaks Kristinn Hrafnsson all’indomani della concessione d’asilo da parte dell’Ecuador.
L’hacker australiano si è rifugiato il 19 giugno nell’ambasciata ecuadoregna a Londra e
ieri ha ottenuto dall’Ecuador l’asilo politico sulla scorta del fatto che il trasferimento in Svezia potrebbe aprire la strada a una estradizione in Usa. Ma il padre di WikiLeaks rischia l’arresto da parte degli Stati Uniti.
La Svezia ha ricordato ieri pomeriggio all’ambasciatore dell’Ecuador i principi fondamentali del suo ordinamento giuridico, ha fatto sapere oggi il ministero degli Affari esteri svedese, dopo la decisione di Quito concedere asilo politico al fondatore di
Wikileaks.