Travolta dalla crisi la Romania si affida alla sinistra
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Travolta dalla crisi la Romania si affida alla sinistra

Nuovo cambio di governo a Bucarest. Affidata ai sociademocratici la missione impossibile di calmare piazza e mercati.

Travolta dalla crisi la Romania si affida alla sinistra
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2 Maggio 2012 - 17.04


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di Valerio Refat

Il nuovo primo ministro romeno Victor Ponta ha presentato la lista dei ministri del governo che lunedì dovrebbe ottenere la fiducia da parte delle due camere. Giurista di trentanove anni, Ponta è stato eletto deputato per la prima volta nel 2004 e nel 2008 ha ricoperto l’incarico di ministro dei Rapporti con il parlamento nell’esecutivo guidato da Calin Popescu Tariceanu. Dopo la rovinosa sconfitta rimediata alle elezioni politiche del 2008, Ponta ha preso in mano le redini della coalizione di centrosinistra Usl, formata da socialdemocratici e liberali, fermamente contraria alle misure messe in atto per arginare la crisi economica che dal 2008 sta schiacciando il Paese.

Proprio il piano per privatizzare il settore energetico, determinante per sbloccare una tranche di aiuti pari a 500.000 euro da parte dell’Ue e del Fmi, è risultato fatale per la sopravvivenza del governo di Mihai Razvan Ungureanu, in carica da meno di tre mesi. La mozione di sfiducia presentata dall’Usl e dal Partito Conservatore, che ha ottenuto l’appoggio dei raggruppamenti legati alle minoranze etniche e di alcuni transfughi del Pdl, il principale partito del centrodestra romeno di cui fa parte il presidente Traian Basescu, è riuscita con quattro voti di scarto a mettere al tappeto l’esecutivo proprio nel giorno dell’arrivo a Bucarest dei tecnici del Fmi. All’inizio di febbraio, sull’onda delle proteste di piazza seguite al progetto, poi abortito, di privatizzare la sanità pubblica, Ungureanu aveva sostituto Emil Boc, fedelissimo di Basescu.

A sei mesi dalle elezioni legislative che potrebbero ridisegnare il panorama politico del secondo Paese più povero dell’Unione Europea, il neopremier è chiamato da una parte a rassicurare le autorità sovranazionali dalle quali dipendono gli aiuti che ogni mesi consentono di pagare stipendi e pensioni, dall’altra ad alleviare il peso delle riforme economiche che, in quattro anni, hanno messo in ginocchio fasce sempre più ampie della popolazione. Una missione tutta in salita visto che Ponta, grande ammiratore di Che Guevara, ha promesso di alzare le pensioni e di restituire ai dipendenti pubblici quel 25 per cento di salario decurtato nel 2009 proprio su pressione di Ue e Fmi. Tuttavia per ottenere il via libera agli aiuti internazionali il primo ministro incaricato, ha garantito continuità nell’ambito delle riforme strutturali, sottolineando che, per il momento, non sono previste modifiche né all’aliquota unica né all’imposta sui consumi.

La nuova compagine governativa, che in parlamento potrà contare su una maggioranza debole e composita, è formata da 21 ministri, quattro in più di quelli del precedente gabinetto. Al delicato dicastero dei Rapporti con l’Unione Europea è stato confermato il centrista Leonard Orban, mentre agli Esteri approda il socialdemocratico Andrei Marga, già ministro dell’Istruzione e rettore dell’università di Cluj. Titus Corlatean, altro esponente del Psd, sarà titolare della Giustizia con il difficile compito di convincere Bruxelles dell’efficacia della lotta alla corruzione. All’Economia è stato designato Daniel Chitoiu, liberale già alla guida dell’amministrazione fiscale, mentre alle Finanze torna il socialdemocratico Florin Georgescu, che aveva occupato la stessa carica dal 1992 al 1996.

Se Ponta otterrà la fiducia del parlamento dovrà confrontarsi con la situazione economica più grave che il Paese ricordi dai tempi di Ceaucescu. Dopo una recessione durata più di un biennio, nel 2011 la Romania ha riportato un Pil in attivo del 2,3 per cento, ma le stime per l’anno in corso hanno evidenziato una crescita pari soltanto all’1,5 per cento. Sempre che le convulsioni nelle quali si dibatte l’Europa non facciano precipitare il Paese in una spirale senza via d’uscita.

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