Gli indignados d'America più forti delle manette
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Gli indignados d'America più forti delle manette

La polizia inizia ad arrestare, la gente viene trascinata via. Scene simili si susseguono in tutto il paese, dove si prepara la grande mobilitazione. [Giovanna Botteri]

Indignados a wall street
Indignados a wall street
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15 Ottobre 2011 - 23.56


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da New York

Giovanna Botteri

Arrivano con i tamburi e le trombe. Rispondono all’appello lanciato da “occupy Wall Street. Mobilitazione generale, serve aiuto per salvare il movimento. E quello che serve sono secchi, detersivo, scope e spazzoloni. Bisogna pulire Zuccotti Park entro l’alba, altrimenti il sindaco attuerà la sua minaccia. Farà sgombrare con la scusa dell’igiene.

E allora via, a mettere a posto, buttar via cartoni e immondizia, far ordine fra tende e sacchi a pelo. Alla fine, la piazza è lustra, scintillante sotto la pioggia, non ci sono più validi motivi per sgomberarla. E’ la prima battaglia che gli indignati di Wall Street riescono a vincere. La guerra sarà lunga e difficile, ma ora c’è speranza.

“La gente sta con noi, sanno che quello che chiediamo è giusto”. “E’ una vittoria dei lavoratori, dei giovani, di chi sta scioperando, è una vittoria del popolo, di tutti”. Ma è un attimo, prima dello scontro con la realtà. I tentativi di entrare a Wall Street, quella dove si fanno i soldi e gli affari, sono destinati a fallire.

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La polizia inizia ad arrestare, la gente viene ammanettata, e trascinata via. Scene simili si susseguono in tutto il paese, dove il movimento si estende a macchia d’olio, e dove si prepara la grande mobilitazione di oggi. in un clima di speranza, determinazione, ma anche paura per quello che potrebbe succedere.

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