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Martina Centofanti, figlia d'arte bronzo nella ritmica: suo padre è l'ex calciatore dell'Inter Felice

Figlia dell'ex terzino sinistro dell'Inter e idolo dei tifosi negli Anni Novanta. Oggi è medaglia di bronzo a Tokyo

Martina Centofanti e il padre ex calciatore
Martina Centofanti e il padre ex calciatore

globalist

8 Agosto 2021 - 11.55


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Una carriera sportiva forse ispirata dal padre, arrivata anche a livelli più alti.

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La medaglia numero 40 dell’Italia ai Giochi di Tokyo è arrivata grazie alle farfalle della ginnastica ritmica: Alessia Maurelli, Agnese Duranti, Daniela Mogurean, Martina Santandrea e Martina Centofanti.

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Quest’ultima è figlia d’arte, anche se nulla a che vedere con clavette e nastri: Felice Centofanti, infatti, è stato un giocatore di buon livello in Serie A negli Anni Novanta, famoso anche per la sua folta capigliatura e per i cori affettuosi che riceveva in ogni curva italiana.

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Per lui anche qualche apparizione televisiva, con nel cuore il suo gioiello Martina, classe 1998 e reduce dal quarto posto dei Giochi di Rio 2016, quando diede una ‘calmata’ al suo primo tifoso, sempre molto agitato in tribuna per seguire le gesta della sua farfalla. 

Martina ha iniziato a praticare Ginnastica Ritmica nella società Polimnia Romana. La sua prima tecnica, Michela Conti, la portò individualmente ad ottimi risultati.

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Grazie alla sua eleganza ed alla sua marcata bellezza nel 2015 entrò come titolare nella Squadra Italiana.

Dal suo ingresso in Nazionale ha ottenuto ottimi risultati conquistando numerosi e prestigiosi titoli Internazionali culminati con la medaglia d’Oro ai Mondiali di Stoccarda del 2015.

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Ha partecipato ai Giochi Olimpici di Rio 2016 (4° posto), mentre ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 ha conquistato il bronzo nella prova a squadre. 

La carriera del padre calciatore

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Dopo una carriera spesa nelle categorie minori, Centofanti si fa conoscere ad alti livelli con l’Ancona, con cui disputa una finale di Coppa Italia e una di Coppa Anglo-Italiana. Viene acquistato dall’Inter di Massimo Moratti e sceglie di indossare la maglia numero 9, nel primo anno delle maglie personalizzate, nonostante giochi terzino sinistro, ruolo condiviso in squadra con un certo Roberto Carlos.

Sotto la guida di Ottavio Bianchi e Roy Hodgson raccoglie poche presenze, ma viene subito adottato dai tifosi, che lo eleggono a idolo grazie al suo modo di interpretare il calcio e alla sua capigliatura hippy. 

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Dopo l’esperienza a Milano gioca ancora con Genoa, Ravenna e Padova. 

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