Menichetti sullo stop dei virologi in tv: "Un diktat fuori luogo"

Il primario di Malattie infettive all'ospedale di Pisa: "Più che un attacco nei confronti del virologo è un attacco al buonsenso"

Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all'ospedale di Pisa

Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all'ospedale di Pisa

globalist 23 settembre 2021
Il mondo scientifico quasi sempre d'accordo con le scelte del governo sulla gestione della pandemia, questa volta non ci sta e si ribella a quello che definisce un "bavaglio" per scienziati e medici in tv.
"Più che un attacco nei confronti del virologo è un attacco al buonsenso".
Così il virologo Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all'ospedale di Pisa commenta l'Ordine del giorno a firma del deputato del gruppo Misto Giorgio Trizzino, accolto ieri dal Governo, che chiede di prevedere la presenza di virologi, immunologi, infettivologi in tv, alla radio o intervistati dai giornali solo se autorizzati dalla struttura sanitaria di appartenenza.
Oltretutto, aggiunge l'esperto, "mi pare tardivo, è come chiudere la stalla quando non solo i buoi sono fuggiti ma anche le pecore, i gatti e i cani da guardia. Che senso ha? Più che un attacco nei confronti dei virologi mi sembra un attacco nei confronti del buonsenso. Io avrei preferito un appello a un maggiore equilibrio e moderazione, questo sì. Dovrei chiedere l'autorizzazione all'ospedale? Benissimo:
dal 1 novembre sono pensionato quindi mi possono chiamare a tutte le ore del giorno e della notte. Detto questo: ma siamo su Scherzi a parte?".
"Io - rilancia Menichetti - metterei negli Ordini del giorno qualcosa di più efficace sulla campagna vaccinale, cioè il Green pass solo per vaccinati e guariti e non per chi fa il tampone, questi sono ordini del giorno seri. Non è pensabile - conclude il medico - che ci sono 40 milioni di Green pass per vaccinati e 10 milioni, dicansi 10 milioni, per tamponi. Non ci siamo".