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Bonaccini: "L'Emilia Romagna pronta a vaccinare un milione di persone al mese se ci fossero le dosi"

Il presidente dell'Emilia-Romagna: "Il virus ha rialzato la testa, attraverso le varianti, molto più aggressive e gli ospedali registrano un numero molto alto di ricoverati. Non c'è un minuto da perdere".

Stefano Bonaccini
Stefano Bonaccini

globalist

6 Marzo 2021 - 11.28


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Il momento di fare in fretta è arrivato: “Ieri 15mila vaccinazioni, la prossima settimana arriveremo a 500mila dosi somministrate in Emilia-Romagna. A oggi, 150mila persone sono state vaccinate definitivamente e altre 300mila sono in attesa della seconda dose. Ad aprile dunque supereremo il mezzo milione di persone vaccinate con seconda dose in regione. Ma la nostra organizzazione può arrivare a somministrare oltre un milione di dosi a mese, soltanto queste fossero a disposizione”.
Così, in un post su Facebook, Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni.
“Dall’incontro che ieri abbiamo avuto come Conferenza delle Regioni con i ministri Gelmini e Speranza, il capo della Protezione civile, Curcio, e il nuovo commissario per l’emergenza, il generale Figliuolo, è uscito rafforzato l’impegno del governo per una decisa accelerazione della campagna vaccinale, svolta da attuare in tempi rapidi – prosegue Bonaccini -. E abbiamo invitato il Governo a percorrere tutte le strade per autorizzare nuovi vaccini da affiancare a quelli già utilizzati, nel rispetto ovvio dei parametri di sicurezza”. 
“Il virus – sottolinea il presidente – ha rialzato la testa, attraverso le cosiddette varianti, molto più aggressive e gli ospedali registrano un numero molto alto di ricoverati in pochissimi giorni. Dunque non c’è un minuto da perdere. Servono certezze sulle forniture e sulla loro distribuzione. Nuovi tagli unilaterali non sarebbero accettabili e bene ha fatto il presidente Draghi a imporsi per bloccare l’esportazione dall’Italia ad altri Paesi di dosi AstraZeneca”.
“Abbiamo poi rinnovato la richiesta affinché si verifichi la reale fattibilità di produrre in Italia vaccini già autorizzati – aggiunge Bonaccini – ed esplorare la possibilità di acquistarne di nuovi: come quello di Johnson Johnson, per cui c’è bisogno di velocizzare le procedure di validazione. E’ fondamentale anche chiarire, una volta per tutte, le modalità di ulteriore utilizzo di AstraZeneca, le fasce di popolazione o le categorie che vanno vaccinate prioritariamente, compito specifico e urgente in capo dello Stato”.

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