Gimbe mette tutti in allarme: "Le curve stanno salendo, serve subito un lockdown"

Rischioso puntare tutto sul vaccino, serve un'immediata e rigorosa stretta per evitare un anno di difficile convivenza con il virus.

Ricovero per Covid

Ricovero per Covid

globalist 14 gennaio 2021
La Fondazione Gimbe nel tradizionale report settimanale sulla pandemia fa il punto sui dati nella settimana dal 6 al 12 gennaio. Dinanzi a tutte le curve in risalita, la soluzione è “un’immediata e rigorosa stretta”.

Decessi: 3.490 (+5,8%)


Terapia intensiva: +67 (+2,6%)


Ricoverati con sintomi: +317 (+3,4%)


Nuovi casi: 121.644 (+6,6%)


Casi attualmente positivi: +879 (+0,2%)


Casi testati +36.433 (+9,7%)


Tamponi totali: +89.492 (+10%)


“I dati – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – confermano la lenta risalita dei nuovi casi settimanali e, sul versante ospedaliero, il costante aumento di ricoveri e terapie intensive, dove l’occupazione da parte di pazienti Covid supera in 10 Regioni la soglia del 40% in area medica e quella del 30% delle terapie intensiva. A quasi un anno dallo scoppio della pandemia nel nostro Paese non possiamo più permetterci di inseguire affannosamente il virus”.


Per centrare l’obiettivo di eliminazione del virus, spiega Renata Gili - Responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione – ”è indispensabile attuare rapidamente la strategia soppressiva, al fine di ridurre in modo rilevante i casi attualmente positivi e appiattire la curva epidemica”. In questo modo, con l’arrivo della bella stagione e il progressivo aumento delle coperture vaccinali, la minore circolazione del SARS-CoV-2 permetterebbe durante i mesi estivi la ripresa di un’efficiente attività di tracciamento per raggiungere l’obiettivo della progressiva eliminazione. “Considerati i modesti risultati ottenuti dal sistema delle Regioni “a colori” e le incognite legate all’efficacia del vaccino soprattutto in termini di riduzione dei quadri severi di malattia e di trasmissione del virus – continua Cartabellotta – questa rappresenta l’unica strada per mantenere il controllo dell’epidemia sino a fine anno senza affidarci esclusivamente al vaccino. Infatti, continuando con le strategie di mitigazione, sarà realisticamente impossibile riprendere un tracciamento efficace e l’unico auspicio non potrà che essere quello di raggiungere presto adeguate coperture vaccinali. Questo però significa accettare il rischio di una circolazione virale intermedia con gravi ripercussioni sulla salute e sull’economia ancora fino al prossimo autunno”. 


Senza un lockdown immediato e rigoroso, “ci attende un anno di difficile convivenza con il virus, con ospedali ciclicamente al limite del collasso, continui tira e molla sull’apertura di scuole e attività produttive e un aumento inesorabile dei decessi”.