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Il rianimatore: "Ora l'attacco del Covid è più lineare ma servono posti letto"

Antonio Pesenti, direttore del dipartimento delle Rianimazioni del Policlinico di Milano e coordinatore terapie intensive nell'unità di crisi della Regione Lombardia

Antonio Pesenti, direttore del dipartimento delle Rianimazioni del Policlinico di Milano
Antonio Pesenti, direttore del dipartimento delle Rianimazioni del Policlinico di Milano

globalist

1 Novembre 2020 - 11.04


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La situazione è seria e occorre affrontarla con la massima decisione: “La velocità dell’attacco è un po’ meno sconvolgente. La crescita dei ricoveri è più lineare, meno esponenziale di prima”.
Parole di Antonio Pesenti, direttore del dipartimento delle Rianimazioni del Policlinico di Milano e coordinatore terapie intensive nell’unità di crisi della Regione Lombardia. “I numeri di qualche giorno fa e soprattutto la loro proiezione – aggiunge Pesenti – facevano paura. Raddoppiava il numero dei ricoveri ogni settimana, a volte già ogni 5 giorni. Ora raddoppia più lentamente, ma il lavoro è sempre talmente tanto che non c’è tempo di star dietro alle statistiche”.
E su un eventuale lockdown a Milano, “di certo è la misura più brutale e più semplice perché è la più diretta e trasversale. L’inversione del trend dell’Rt milanese degli ultimi giorni dimostra che chiudere aiuta e può dare frutti”, dice Pesenti che si mostra preoccupato per la mancanza di posti nelle terapie intensive: “Abbiamo difficoltà a reperire letti in rianimazione. Ma con una differenza sostanziale con la primavera. Stavolta ci sarebbero. Si aprono dieci letti alla volta, ma ne servono di più. Oggi abbiamo occupato meno di un quarto della possibilità delle terapie intensive. Dicono che hanno sbloccato letti, ma sembra che questa volontà in molti casi resti nella penna. Bisogna fare in fretta”.

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