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Burioni: "Nel pieno dell'epidemia gli alfieri della privacy a costo della morte sono degli scemi"

Il virologo parla di chi si oppone all'uso delle tecnologie per tracciare i contatti di soggetti positivi al coronavirus e cercare così di limitare il contagio.

Burioni
Burioni

globalist Modifica articolo

12 Aprile 2020 - 14.53


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Sono necessarie le rinunce per tutelare la salute? Qualcuno storce la bocca, per altri sono necessarie.
“Mi spiace ma tra salute e privacy c’è una priorità ben definita che è meglio affermare con molta chiarezza”.
Il virologo Roberto Burioni si esprime così, su Twitter, in relazione all’utilizzo di tecnologie per tracciare i contatti di soggetti positivi al coronavirus e cercare così di limitare il contagio.
Il tema alimenta un dibattito sull’equilibrio tra salute e privacy. “Siccome sentiamo la nostalgia dei somari antivaccinisti, è provvidenziale l’arrivo degli alfieri della privacy a costo della morte per ricordarci che ci sono molti esseri umani più scemi di un virus”, scrive il virologo.
“Persone molto esperte mi dicono che è possibile avere un tracciamento efficace nel pieno rispetto della privacy”, aggiunge replicando ad un utente. “Anche io chiedo che la privacy sia tutelata; ma chi di fronte a una epidemia che sconvolge le nostre vite dice ‘mi spengo GPS e Bluetooth’ lo classifico tra i babbei”, afferma ancora.

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