Docenti e dirigenti scolastici: stipendi inadeguati, responsabilità crescenti e una scuola sempre più penalizzata
Top

Docenti e dirigenti scolastici: stipendi inadeguati, responsabilità crescenti e una scuola sempre più penalizzata

Lo stipendio di un docente è indecoroso, troppo basso per consentirgli una vita dignitosa e del tutto inadeguato alla funzione che dovrebbe svolgere.

Docenti e dirigenti scolastici: stipendi inadeguati, responsabilità crescenti e una scuola sempre più penalizzata
Preroll

globalist Modifica articolo

1 Novembre 2026 - 20.11


ATF

Ha fatto notevole chiasso la pubblicazione del rapporto Euridyce in cui si sostiene che il divario tra lo stipendio dei docenti e quello dei presidi italiani sia troppo elevato, poiché gli importi sarebbero tripli. Non è la prima volta che notizie simili sono rilanciate per minare le rivendicazioni sindacali del personale scolastico e seminare divisione, facendo balenare l’idea che il problema non è che i docenti sono pagati poco, ma che i presidi sono pagati troppo.

È giusto, allora, fare un minimo di chiarezza dati alla mano. Il differenziale significativo è sull’importo lordo, che comunque è mediamente poco più che doppio rispetto ai docenti. Guardando però ai dati netti si scopre quanto segue: il netto in busta paga di un dirigente scolastica è tra i 3.200 e i 3.600 euro, a seconda della fascia di complessità della scuola amministrata. Un docente di scuola dell’infanzia o della primaria riceve un netto di circa 1.700 euro, se è un professore di scuola secondaria di I o II grado ci sono circa cento euro in più. Insomma, un dirigente scolastico guadagna all’incirca il doppio di un docente alle prime armi. Per i docenti sono previsti gli scatti di anzianità, per i dirigenti no. Quindi con i docenti più anziani il differenziale si riduce sensibilmente. A fine carriera un docente arriva a guadagnare circa 2.200/2.300 euro, la differenza passa così dal 200% al 150%.

Lo stipendio di un docente è indecoroso, troppo basso per consentirgli una vita dignitosa e del tutto inadeguato alla funzione che dovrebbe svolgere. I dirigenti scolastici lo sanno benissimo perché tutti, per presentarsi al concorso, devono avere maturato diversi anni di carriera come docenti di ruolo. Un insegnante di scuola dell’infanzia trascorre 25 ore settimanali in classe, piegato, per terra o sulle ginocchia, dovendo prendersi cura di almeno una ventina di bambini dai 2,5 anni ai 6. Un docente di scuola primaria ne trascorre 23 ore settimanali in classe alle quali se ne aggiungono 2 obbligatorie destinate alla programmazione delle attività. Un docente di scuola media è in cattedra per 18 ore settimanali. Tutti costoro devono aggiungere una serie di ore di servizio che sono obbligatorie e riguardano gli organi collegiali, scrutini ed esami, riunioni di gruppi operativi eccetera. A conti fatti, si tratta di un carico orario medio aggiuntivo di circa 4 ore alla settimana. Bisogna poi aggiungere le ore destinate alla formazione, all’aggiornamento, alla preparazione dei materiali e delle attività che saranno poi realizzate in classe. Non siamo, insomma, tanto lontani dalle 36 ore settimanali.

Esistono poi le attività aggiuntive e a pagamento, come ad esempio la realizzazione di progetti extracurricolari e lo svolgimento di incarichi come le funzioni strumentali. Un docente molto impegnato a scuola riesce a portare a casa, a fine anno scolastico e in un’unica soluzione, anche 5.000 euro, rimpinguando lo stipendio. Questa opportunità non è però riservata a tutti. Quanto alla diceria che ci siano tre mesi di vacanza, sostenuta da chi confonde il monte orario degli studenti con l’orario di lavoro dei docenti, la scuola inizia sempre il 1° settembre, entro la fine del mese di giugno si concludono gli esami del I ciclo e entro il 20 luglio (circa) gli esami di maturità e il recupero dei debiti degli alunni delle scuole superiori. E’ vero, ci sono momenti di pausa come Pasqua e Natale, in compenso le ferie possono essere godute solo in estate e, praticamente, quasi esclusivamente ad agosto. Ci sono poi diverse attività, come i viaggi di istruzione, in cui ci si ritrova in servizio di fatto 24 ore su 24. Mi limito a notare, infine, che l’impiegato di un ufficio che svolge 36 ore di lavoro settimanali se vuole prendere una pausa di 10 minuti per un caffè può farlo, un docente con i propri alunni non ha un attimo di pausa. L’intensità del lavoro, insomma, è completamente diversa, questo lo sanno anche i vari medici esperti di burnout.

Per i presidi, la situazione è completamente diversa. Innanzitutto, dal 1999, ovvero con l’autonomia scolastica, non sono più “presidi” ma dirigenti scolastici. Sono dirigenti pubblici di seconda fascia, e tra tutti i dirigenti pubblici di seconda fascia sono quelli pagati di meno. Peccato che il loro carico di lavoro non sia comparabile a nessun altro dirigente pari grado incaricato presso un altro ministero.

Il dirigente scolastico, infatti, è l’unico rappresentante legale dell’istituzione scolastica. Si occupa della predisposizione e gestione del bilancio, dunque di acquisti e pagamenti. Emana tutti i provvedimenti della scuola, decreti, assunzioni, collocamenti a riposo, mandati di pagamenti, avvisi pubblici, bandi e così via. Si occupa della gestione del personale avendo a che fare con un numero enorme di dipendenti e una pluralità di contratti: mediamente ha almeno 150 dipendenti tra docenti di varia tipologia (scuola dell’infanzia, primaria, secondaria, part time, tempo determinato, indeterminato …) e personale amministrativo e ausiliario. Permessi, ferie, benefici giuridici e economici dipendono dal dirigente che è anche responsabile dei procedimenti disciplinari sia nei confronti degli alunni (mediamente un migliaio per ogni scuola) sia per il personale.

Sempre con il personale, il dirigente scolastico conduce le trattative sindacali occupandosi della redazione e sottoscrizione del contratto integrativo di istituto.

In caso di contenzioso, il dirigente scolastico rappresenta la scuola innanzi al giudice. I contenziosi, poi, non riguardano solo il lavoro o la carriera scolastica degli alunni, ma anche questioni come la sicurezza. Il dirigente scolastico, infatti, è responsabile della sicurezza “a prescindere”. Hanno fatto scuola casi come Franca Principe, finita in carcere e privata dello stipendio perché uno studente aperto il balcone ed ha camminato sui vetri del lucernario, vetri che si sono rotti causando la caduta e il grave ferimento dell’alunno. La dirigente aveva disposto che i balconi fossero chiusi e comunicato il divieto, eppure il giudice la ha condannata ugualmente.

Il dirigente scolastico partecipa a le riunioni degli organi collegiali e, in particolare, Collegio dei docenti e del Consiglio di Istituto. E’ presente a tutti gli scrutini degli alunni. Cura la stesura dell’Offerta Formativa dell’Istituto e riceve il pubblico, in particolare le famiglie.  Insomma, il dirigente lavora almeno 36 ore settimanali per tutto l’anno, in pratica di più perché non ha un orario di lavoro ma è vincolato al funzionamento della scuola. Ora se l’ufficio anagrafe ha dei ritardi il danno è relativo, se una scuola chiude è interruzione di pubblico servizio. Gli esami hanno date certe e in buona parte indipendenti dalla programmazione delle scuole, senza contare che ogni minimo problema il dirigente deve fare i conti con l’utenza. La scuola, infatti, è il più importante servizio di prossimità con i cittadini. Inoltre, resta a contatto con alunni e famiglie tutti i giorni per svariati anni. Non è possibile, per la scuola, rimandare indietro una famiglia dicendo: “rivolgetevi ad un altro specialista” oppure “provate questa medicina e ci rivediamo tra sei mesi con le analisi”.

La domanda più semplice nel concorso per dirigenti scolastici è “Quali sono le responsabilità di un dirigente scolastico?” perché la risposta è “Tutte: civile, penale, disciplinare, amministrativa, erariale, contrattuale e extracontrattuale”. Nessun dirigente statale di seconda fascia si trova in questa situazione, ed ai dirigenti è anche chiesto di essere “leader educativi”, quindi di mantenere l’unità del Collegio dei docenti indirizzando ogni attività in maniera da rispondere a bisogni formativi degli alunni e del territorio.

Gli altri dirigenti, che guadagno mediamente almeno 10.000 euro in più all’anno, non si occupano di contrattazione sindacale, né di assunzioni, non rappresentano INPS, INAIL, Ministero del Lavoro innanzi al giudice e non hanno rapporti con il pubblico. Di solito, si limitano a coordinare il lavoro di qualche decina di persone.

In conclusione, tutta la scuola italiana è sottostimata e sottopagata, gravata da carichi di lavoro insostenibili e continuamente bistrattata da chi avrebbe il dovere di difenderla. Ciò nonostante, proprio nelle scuole c’è un patrimonio di competenze raramente riscontrabile in altre amministrazioni pubbliche.

Ultima notazione, tra tutto il personale scolastico ci si dimentica regolarmente del personale amministrativo e di quello ausiliario, senza il quale le scuole non potrebbero funzionare. Proprio loro hanno gli stipendi più bassi, lo stipendio dei primi 8 anni di un collaboratore scolastico o di un assistente amministrativo non raggiunge i 1.500 euro! Rispondi a tutti Inoltra

Native

Articoli correlati