Ad Econe, nel Canton Vallese, la nuova ordinazione di quattro vescovi della Fraternità San Pio X senza mandato pontificio non è stata soltanto una frattura interna al mondo cattolico tradizionalista. È diventata anche un segnale politico, con l’estrema destra italiana di marca fascista che ha scelto di esporsi apertamente.
In prima fila c’è Forza Nuova, formazione dell’area neofascista italiana, che ha colto l’occasione per ribadire la propria vicinanza al movimento fondato da monsignor Marcel Lefebvre.
Il segretario nazionale Roberto Fiore ha parlato di una vicenda che, nella lettura del movimento, riguarderebbe una presunta marginalizzazione dei lefebvriani:
“Le questioni poste dal tradizionalismo sono tuttora irrisolte e la Fraternità San Pio X, nella sua coerenza, rischia di essere ‘discriminata’… ma la storia le darà ragione”.
Una presa di posizione che arriva nel giorno stesso delle consacrazioni episcopali, considerate dalla Santa Sede prive di mandato pontificio e quindi collocate dentro una lunga e irrisolta tensione con Roma.
Alla vigilia della cerimonia era già intervenuto Adriano Da Pozzo, responsabile della segreteria nazionale di Forza Nuova, confermando la partecipazione di esponenti del movimento all’evento:
“Molti di noi e il segretario nazionale Roberto Fiore in testa, da sempre in linea con il pensiero di monsignor Lefebvre e della Fraternità, seguono la vicenda a fianco di chi non ha mai ammainato la bandiera della Tradizione pur mantenendo un granitico rispetto per Roma e il Santo Padre”.
Una formula, quella del “rispetto per Roma”, che convive con il sostegno politico a una consacrazione non autorizzata dal Papa e che riporta al centro il nodo mai risolto del rapporto tra lefebvriani e Santa Sede.
Attorno alla cerimonia si è mossa anche una galassia più ampia dell’estrema destra europea, che interpreta la vicenda come terreno di battaglia culturale contro il cattolicesimo conciliare. Tra gli interventi anche quello dell’ex europarlamentare Mario Borghezio, che ha definito i sacerdoti lefebvriani “soldati politici della tradizione”, evocando una lettura esplicitamente ideologica del loro ruolo.
La consacrazione di Econe riapre così una ferita che risale al 1988, quando lo stesso gesto compiuto da Lefebvre portò alla scomunica dei vescovi ordinati senza mandato pontificio da Giovanni Paolo II. Oggi, a distanza di decenni, quella frattura continua a produrre riverberi religiosi e politici, con l’estrema destra che prova a inserirsi nello spazio lasciato aperto dal conflitto tra tradizione e modernità nella Chiesa cattolica.
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