L'ex presidente della Corte Costituzionale: "Sui diritti civili le Camere ignorano la Consulta"
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L'ex presidente della Corte Costituzionale: "Sui diritti civili le Camere ignorano la Consulta"

Coraggio, l'ex presidente della Corte Costituzionale: "Dopo lo stop di Milano, il bambino non potrà più godere di una vera famiglia, ovviamente con tutte le conseguenze psicologiche che questo può comportare".

L'ex presidente della Corte Costituzionale: "Sui diritti civili le Camere ignorano la Consulta"
Giancarlo Coraggio
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15 Marzo 2023 - 11.52


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L’ex presidente della Corte Costituzionale Giancarlo Coraggio, in un’intervista a La Repubblica, ha parlato del caso delle iscrizioni dei figli delle coppie gay bloccate dal prefetto di Milano, dopo indicazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

«Le leggi risentono del momento politico, ma dev’essere chiaro a ognuno di noi che la Costituzione riconosce come centrali i diritti dei bambini del tutto indistintamente. Principio che la Consulta ha salvaguardato sempre in ogni sua sentenza».

«Purtroppo siamo di fronte a uno dei casi tipici d’inadempienza del legislatore. Che come ex giudice costituzionale non posso che deprecare. E non si tratta certo dell’unico caso. È innegabile che la giurisprudenza della Corte sia ferma nell’avere come punto di riferimento l’interesse del minore a essere inserito effettivamente in un ambito familiare. E non c’è dubbio che la soluzione in vigore sia del tutto insoddisfacente – precisa Coraggio – Perché dopo lo stop di Milano, il bambino non potrà più godere di una vera famiglia, ovviamente con tutte le conseguenze psicologiche che questo può comportare».

Sul caso di Milano, Coraggio sottolinea che «la nostra Costituzione non impone che vi sia un riconoscimento da parte della coppia, pur valorizzando la dignità e il ruolo sociale di questi tipi di unione. È inevitabile quindi che, in concreto, la scelta del legislatore risenta degli orientamenti ideologici e politici del momento. Ma non posso non ribadire che si tratta di una scelta che, se vuole, solo la politica può fare». 

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