Elly Schlein si è iscritta al Pd, nel circolo della Bolognina. La candidata alla segreteria Dem, ha così fatto un altro passo formale verso le primarie.
«Con grande emozione torno a far parte di questa comunità, non abbiamo bisogno di un partito degli eletti e delle eletti e nemmeno di un partito delle correnti, ma di un partito dei militanti. Dobbiamo dare voce e peso alla base. Mi piace pensare che per contare di più dovremmo rovesciare questa piramide. Io vengo da una generazione che spesso è rimasta lontana dalla politica, disillusa. Dobbiamo provare a fare il contrario. Tanti di noi devono cominciare a fare la propria parte. Mi prendo l’impegno, girerò i circoli e i territori. Non sarà l’ultima volta, torneremo ad ascoltare».
«Non siamo qui per sostituirci, siamo qui per entrare in punta di piedi e ricostruire, rinnovare, cambiare, insieme alla comunità democratica, alle migliori energie che dentro al Partito Democratico ci sono già».
«È chiaro che noi dovremo costruire pazientemente un’alternativa. Il messaggio di oggi è questo: `facciamolo insieme´. Io vengo con umiltà e in punta di piedi a provare a portare un contributo perché in questi anni di lavoro parallelo e comune con tante e tanti compagni, dentro e fuori il Pd, è emersa una necessità condivisa di ricostruire la sinistra attorno a una visione nuova, che parli un linguaggio e abbia un metodo nuovi, che metta al centro la grande questione sociale, quella del lavoro e quella climatica», conclude.
«C’è ancora oggi bisogno, più di ieri di partecipare, di iscriversi, in questo caso a un partito, perché senza un contributo largo e plurale si fa fatica a ricostruire la sinistra che vogliamo»
«Una sinistra attenta ai bisogni dei più fragili, attenta alle ragioni di un’emergenza climatica che necessita di una risposta urgente e che deve costruire l’alternativa per il paese in un momento in cui al governo ci sono le destre nazionaliste identitarie che già dimostrano di non avere risposte rispetto alle difficoltà che tante e tanti cittadini stanno vivendo. Non solo loro, ma anche imprese medie e piccole a fronte del caro energia, del rischio che si blocchino i cantieri, del rischio dei piccoli comuni che da soli non riusciranno ad attuare il Pnrr se non hanno abbastanza risorse umane. Rispetto a tutto questo il governo non sta dando risposte», aggiunge-
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