Giorgia Meloni: "Il Pnrr non è più sufficiente, la Ue deve fare uno sforzo ulteriore"
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Giorgia Meloni: "Il Pnrr non è più sufficiente, la Ue deve fare uno sforzo ulteriore"

Meloni: "Il Next generation Eu "non è più sufficiente, perché non poteva tenere in considerazione l'impatto della guerra in Ucraina ha avuto sulle nostre economie. Bisogna fare di più a livello Ue, partendo dal caro energia".

Giorgia Meloni: "Il Pnrr non è più sufficiente, la Ue deve fare uno sforzo ulteriore"
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5 Dicembre 2022 - 12.43


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Giorgia Meloni, mentre alla Camera la Banca d’Italia bocciava la Legge di Bilancio, era in collegamento con il festival “L’Italia delle Regioni”, organizzato a Milano. 

“Questo esecutivo crede fortemente nella collaborazione tra Stato, Regioni, Province autonome, enti locali” e vuole “investire fortemente nella sinergia tra tutti i livelli” di governo, ha detto il presidente del Consiglio. E questo perché, ha sottolineato, “in questo tempo nessuno può pensare di affrontare da solo le sfide che abbiamo di fronte”. 

Parlando del Pnrr, il presidente del Consiglio ha sottolineato che il Next generation Eu “non è più sufficiente, perché non poteva tenere in considerazione l’impatto della guerra in Ucraina ha avuto sulle nostre economie. Bisogna fare di più a livello Ue, partendo dal caro energia“.

Sul Piano di ripresa e resilienza, il premier ha osservato come l’aumento del costo delle materie prime lo metta a rischio: “Valuteremo le priorità”.

“L’Italia è un mosaico di territori dalle potenzialità straordinarie. Ogni territorio può contare su energie e risorse che meritano di essere conosciute, valorizzate e messe in rete. Dobbiamo essere consapevoli di questo patrimonio per rafforzare e valorizzare il sentimento di appartenenza nazionale. È un legame culturale, identitario, economico, sociale, che è nostro compito rafforzare nell’attività quotidiana che svolgiamo, declinandolo nelle politiche e nelle scelte che siamo chiamato a fare ogni giorno”.

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Il governo “vuole favorire l’attuazione” dell’autonomia differenziata “in tempi rapidi, in un quadro più ampio di riforme per rafforzare e ammodernare l’assetto stato”. Ciò, ha dichiarato Giorgia Meloni, “non sarà però mai un pretesto per lasciare indietro una parte del territorio”. L’obiettivo è “migliorare efficienza e qualità dei servizi e colmare i divari, non creare disparità”. Sul piano dell’autonomia, ha aggiunto il premier, un altro obiettivo dell’esecutivo è quello di “una maggiore responsabilizzazione per tutti”.

Nel rapporto tra Stato e Regioni bisogna ripartire dalle “storture”. Il riferimento del presidente del Consiglio è alla riforma del Titolo V, che “su molte materie ha aumentato la conflittualità, con tutto quello che comporta in termini di lungaggini ed efficienza”.

 Infrastrutture, sicurezza, transizione ecologica, approvvigionamento energetico, innovazione digitale, politiche sociali e di welfare, sostegno a famiglia e natalità. Sono questi i temi che, secondo Giorgia Meloni, “incarnano sfide decisive per il futuro di questa nazione e che noi possiamo affrontare solamente se sappiamo mettere in campo le giuste sinergie tra Stato, Regioni, Province Autonome, enti locali”.

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La pandemia prima e la guerra in Ucraina poi “ci hanno proiettato in un mondo che è completamente nuovo e in un contesto geopolitico ed economico nel quale a tutti i livelli noi non possiamo rinunciare alla coesione e all’unità, e dal mio punto di vista a una visione di lungo periodo, perché le criticità strutturali con le quali ci stiamo confrontando sono soprattutto figlie delle politiche poco lungimiranti del passato”.

Sull’energia, ad esempio, “l’Ue e diversi Stati membri, compresa l’Italia, in passato hanno preferito aumentare via via il livello di dipendenza da altre nazioni invece di realizzare misure per l’indipendenza energetica. Oggi noi paghiamo quelle scelte e allora dobbiamo fare quel che possiamo per rimediare, almeno lavorando a soluzioni comuni e strutturali. Alla miopia del passato è bene non aggiungere anche l’egoismo del presente“.

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