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Orlando (Pd): "La realtà non entra nel nostro dibattito, pensiamo solo a fare la guerra alle correnti"

«La costituente stenta, si compiono i primi passi del congresso. All'assemblea di sabato scorso esponenti della «società civile» hanno dichiarato guerra aperta alle correnti. Poco di quello che avviene intorno entra però nel dibattito del Pd».

Orlando (Pd): "La realtà non entra nel nostro dibattito, pensiamo solo a fare la guerra alle correnti"
Andrea Orlando

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24 Novembre 2022 - 10.56


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Andrea Orlando, deputato del Pd, è tra i più critici della gestione attuale dei democratici, e chiede da tempo di accelerare il processo costituente che porterà al congresso. Con un post su Fb, Orlando è tornato a parlare della questione. «La costituente stenta, si compiono i primi passi del congresso. All’assemblea di sabato scorso esponenti della «società civile» hanno dichiarato guerra aperta alle correnti. Poco di quello che avviene intorno entra però nel dibattito del Partito Democratico. Per questo, anche per questo, insisto».

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«Quando ho detto che la nostra crisi di identità nasceva dalla mancanza di una lettura comune del modello di sviluppo, in molti hanno sorriso. Qualcuno ha detto che era un modo di parlare d’altro. I più acidi hanno parlato di antagonismo o di suggestioni sovietiste. Di solito sono stati comunisti da giovani. Della tendenza più radicale. Naturalmente non si tratta di questo», spiega l’ex ministro.

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«Intorno a noi, in pochi anni, il modello produttivo è cambiato radicalmente e sta ancora cambiando. E ha inciso sull’organizzazione delle imprese, sul lavoro, sulla società. Parlare di noi senza parlare di questo è possibile, ma temo sia inutile. Stiamo attraversando un momento storico di profonda emergenza, connotato dal susseguirsi di crisi. Dopo oltre due anni di pandemia, che ha creato una crisi sia sociale che industriale, stiamo affrontando una grave crisi energetica a causa dell’uso del gas come arma geopolitica da parte della Russia».

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«L’effetto è un generale rialzo dei prezzi delle materie prime, con un’inflazione oltre il 10% che sta logorando il potere d’acquisto delle famiglie, il livello dei salari e l’accesso alla liquidità per le imprese e che potrebbe farci precipitare in una recessione economica globale, una delle crisi economiche peggiori dagli anni ’70 con standard da vera e propria economia di guerra», scrive ancora l’esponente del Pd.

«Insieme a queste crisi contingenti, che si sono acuite negli ultimi mesi, ne stiamo affrontando alcune più sistemiche e strutturali che ci trasciniamo da qualche decennio, in particolare la crisi della globalizzazione sregolata e di quella climatica. Manodopera a basso costo, capitale e materie prime a buon mercato hanno mantenuto i prezzi bassi e la redditività in aumento, pompando un modello di sviluppo che presenta una sempre crescente concentrazione di ricchezza», dice Orlando.

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«Paradossalmente sia il Covid che l’attuale crisi dell’energia sta generando extraprofitti per un pugno di grandi aziende in grado di mantenere posizioni dominanti nei mercati di riferimento. Sono aziende in grado di spostare i profitti là dove conviene pagare meno tasse (o eluderle) e di sfruttare una frammentazione sempre maggiore delle catene di approvvigionamento e del valore. Tutto questo rende sempre più difficile trattenere il valore creato sul territorio in cui si genera», prosegue.

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