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Bonaccini è sicuro: "Voglio riportare la sinistra e il Pd al governo fra 5 anni"

"Ora abbiamo il dovere di fare bene opposizione e pretendere anche dalle altre opposizioni che si faccia opposizione a questa destra e a questo governo. Terzo Polo e M5s si mettano in testa che senza Pd non c'è coalizione in grado di battere la destra".

Bonaccini è sicuro: "Voglio riportare la sinistra e il Pd al governo fra 5 anni"
Stefano Bonaccini

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21 Novembre 2022 - 12.20


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Stefano Bonaccini è il primo candidato alla corsa per la segreteria del Pd. L’attuale governatore dell’Emilia Romagna lo ha annunciato ieri, e questa mattina a La7 ha raccontato i suoi obiettivi. “Il primo impegno è costruire le condizioni per riportare, fra cinque anni, la sinistra e il Pd al governo del Paese”

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«Se diventerò segretario, il mio obiettivo sarà rigenerare il Pd e farlo diventare popolare, non populista. Dobbiamo sognare, ma sognare e non realizzare rischia di essere solo un tratto di speranza. Invece dobbiamo cercare di tradurre in realtà il sogno di una società meno squilibrata. Sarebbe presuntuoso pensare che si possa vincere solo perché ci si candida. Tre anni fa mi davano tutti per sconfitto, ho imparato che bisogna andare tutti con i piedi di piombo. Conta il giudizio del Pd. Chunque si candiderà avrà sempre la mia stima. Ma il nostro popolo non se ne può più di un partito in cui ci si dilania dentro lo stesso gruppo dirigente».

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“Io starei attento a presentare come vincenti forze che hanno perso come e più di noi. Noi siamo ancora il secondo partito di questo Paese, il primo partito fra le opposizioni. I sondaggi contano poco, contano i voti nelle urne. Ora abbiamo il dovere di fare bene opposizione e pretendere anche dalle altre opposizioni che si faccia opposizione a questa destra e a questo governo. Terzo Polo e M5s si mettano in testa che senza Pd non c’è coalizione in grado di battere la destra”.

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“Il fatto stesso che tanti me lo abbiano chiesto è perché c’è l’opinione prevalente che io ce la possa fare: io sono sicuro che potrei conciliare l’attività di presidente dell’Emilia Romagna con quella di segretario del Pd. Mi pare che sia Renzi e Calenda, da un lato, sia Giuseppe Conte dall’altro, non abbiano dato un gran contributo a battere Meloni e la destra. Andare da soli è una scelta legittima, ma è stato il più grande aiuto a vincere contro la destra».

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