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Aboubakar Soumahoro: "Alla Camera con gli stivali simbolo dei braccianti sfruttati nei campi"

 Soumahoro è stato eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra: "Questi stivali in memoria di chi è morto di lavoro, chi è discriminato e chi ha fame"

Aboubakar Soumahoro: "Alla Camera con gli stivali simbolo dei braccianti sfruttati nei campi"
Aboubakar Soumahoro

globalist Modifica articolo

13 Ottobre 2022 - 19.06


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Una scelta chiara perché lui è il rappresentante di tante battaglie. ‘Porto questi stivali – simbolo delle sofferenze e speranza del Paese Reale che entra con me alla Camera per legiferare – in memoria di chi è morto di lavoro, chi è discriminato e chi ha fame.

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Coi piedi nel fango della realtà e lo spirito nel cielo della speranza”, lo scrive  sul suo profilo twitter Aboubakar Soumahoro

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Sindacalista italo-ivoriano impegnato nella difesa degli ‘invisibili’, i migranti e i braccianti sfruttati nei campi e costretti in ghetti senza servizi e senza diritti, Soumahoro è stato eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra

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La sua storia

Nato nel 1980 in Costa d’Avorio, è arrivato in Italia a 19 anni e si è laureato in Sociologia all’Universita’ ‘Federico II’ di Napoli col massimo dei voti con una tesi sulla condizione dei lavoratori migranti in Italia. In prima linea contro lo sfruttamento dei braccianti e il caporalato prima con l’Usb e poi con la Lega Braccianti di cui è cofondatore è molto presente in Puglia in particolare nei ‘ghetti’ del foggiano dove trovano rifugio in condizioni precarie migliaia di braccianti stagionali impegnati nella raccolta nei campi.

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Soumahoro è stato promotore di numerose manifestazioni a partire da quando nell’agosto del 2018 morirono nel Foggiano in due distinti incidenti stradali 16 migranti stipati in alcuni furgoni mentre tornavano dai campi. Nel luglio 2019, dopo un ennesimo atto di violenza contro alcuni migranti che stavano andando a lavorare, alla guida di una sessantina di braccianti occupò simbolicamente a Bari la Basilica di San Nicola per chiedere “condizioni di lavoro e di vita dignitose, una casa, rispetto delle norme contrattuali, rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno in tempi certi”.

La protesta cessò dopo un incontro con il vescovo che assicurò il proprio impegno a sostegno delle loro istanze.

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Ma sono state numerose le attività sindacali di Soumahoro. Quando in Calabria nel giugno 2018 fu ucciso un bracciante, chiese e ottenne dal governo Conte la creazione del Tavolo operativo di contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura. Tra l’altro, si e’ incatenato vicino a Montecitorio per chiedere un incontro col presidente del Consiglio, ha organizzato e promosso nel 2020 in piazza San Giovanni, a Roma, gli Stati Popolari degli Invisibili.

A Borgo Mezzanone, nel Foggiano, in occasione della nascita della Lega Braccianti, ha fondato la prima “Casa dei diritti e della dignità Giuseppe Di Vittorio”. Ha anche scritto un libro, ‘Umanità in rivolta. La nostra lotta per il lavoro e il diritto alla felicità ‘, edito da Feltrinelli.

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