Soumahoro rischia di decadere da deputato: irregolare la rendicontazione delle spese elettorali
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Soumahoro rischia di decadere da deputato: irregolare la rendicontazione delle spese elettorali

Aboubakar Soumahoro, deputato di origini ivoriane, rischia la decadenza dal seggio per irregolarità nella rendicontazione dei fondi elettorali delle ultime elezioni politiche. Segnalazione della corte d'appello di Bologna

Soumahoro rischia di decadere da deputato: irregolare la rendicontazione delle spese elettorali
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4 Novembre 2023 - 10.23


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Aboubakar Soumahoro, deputato di origini ivoriane, rischia la decadenza dal seggio per irregolarità nella rendicontazione dei fondi elettorali delle ultime elezioni politiche.

Nel giorno in cui Liliane Muraketeke e Marie Terese Mukutsindo, moglie e suocera di Soumahoro, sono state interrogate dal gip di Latina per frode nelle pubbliche forniture e bancarotta fraudolenta, la commissione elettorale della Camera ha avviato l’iter per la decadenza del deputato.

La decisione è stata presa a seguito di una segnalazione arrivata dalla corte d’Appello di Bologna, che ha riscontrato irregolarità su 12mila euro di fondi ricevuti in campagna elettorale da Soumahoro.

Il deputato, sindacalista e attivista per l’accoglienza dei migranti, è stato eletto nel collegio plurinominale Emilia-Romagna P02 con 91.694 voti e il 36,06% delle preferenze.

Per sostenere la sua candidatura, Soumahoro aveva avviato anche una raccolta fondi pubblica, arrivata a totalizzare 7.372 euro grazie a 108 donatori.

In attesa della decisione di Montecitorio, la prima udienza preliminare per Murekatete, Mukamitsindo e altre quattro persone per la gestione contabile della coop Karibu si è conclusa con il rinvio a giudizio al 17 novembre.

Leggi anche:  La moglie di Soumahoro avrebbe speso i soldi per i migranti anche in una clinica per partorire: le ultime accuse

Al giudice sono arrivate le richieste di costituirsi parte civile di una trentina di ex dipendenti delle due sigle, mentre la prefettura di Latina non ha presentato alcuna richiesta.

Murekatete e Mukamitsindo si sono avvalse della facoltà di non rispondere, fornendo dichiarazioni spontanee con cui hanno negato ogni accusa.

“Per la parte fiscale alla mia assistita viene contestato un omesso controllo su 13mila euro — ha detto il difensore di Murekatete, Lorenzo Borrè — che non le si può attribuire. Quanto alle spese con la carta di credito della coop, non è dimostrato che lei ne sia stata l’autrice”.

“Non ho comprato io quei beni di lusso — ha sostenuto Murekatete — gli unici pagamenti che ho effettuato sono stati gli stipendi e le spese del cibo per i migranti”.

La decisione del gip è attesa per le prossime settimane.

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