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Conte continua ad attaccare Draghi: "Quale misura di questi venti mesi verrà ricordata?"

Il leader M5s replica anche a Renzi: "Non devo chiedere scusa. A stare antipatico a mezza Italia ci pensa di suo"

Conte continua ad attaccare Draghi: "Quale misura di questi venti mesi verrà ricordata?"
Giuseppe Conte

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20 Settembre 2022 - 11.34


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La bocciatura del governo Draghi, l’ennesima frecciata a Matteo Renzi, la chiusura nei confronti del Pd e la promessa ai cittadini di essere ancora più attenti, cauti e intransigenti al fine di realizzare i punti presentati nel programma elettorale.

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A meno di una settimana dal voto Giuseppe Conte interviene in collegamento a “Stasera Italia”, dove esordisce ribadendo la coerenza del Movimento 5 Stelle. “Siamo stati i più fedeli sostenitori e realizzatori del programma presentato nel 2018 e questo ci ha permesso di realizzare per l’80% quegli obiettivi politici – commenta nella trasmissione di Rete 4, promettendo di impegnarsi in maniera ancora più concreta anche nella nuova legislatura – Siamo molto più attenti, cauti e anche intransigenti nel rispettare il programma impegnandoci a realizzarlo a tutti i costi, con le unghie e con i denti”. Nel collegamento Conte preferisce non sbilanciarsi in merito alle alleanze, spostando l’attenzione sulla rigorosità di un programma elettorale considerato come la stella polare per recuperare la fiducia dei cittadini.

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Quindi, il leader del M5s torna sullo scontro a distanza con Matteo Renzi: “Per cosa dovrei chiedergli scusa? Io l’ho semplicemente invitato a uscire dal palazzo e confrontarsi con la realtà, mentre lui è stato capace di rappresentare questo come una minaccia alla sua incolumità fisica. A stare antipatico a mezza Italia ci pensa di suo, non serve che intervenga io”.

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Rimarrà nella storia per questi venti mesi del governo dei migliori? Come si fa a valutare positivamente l’operato di un governo che ci lascia con un’emergenza sotto gli occhi di tutti da febbraio-marzo e che ha abbracciato la corsa al riarmo, trascurando le priorità economiche e sociali di famiglie e imprese”. E precisa: “Fino a un certo punto siamo riusciti a condividere con fatica una responsabilità di governo, ma se di fronte a difficoltà così evidenti non fai nulla e non accetti di discutere i punti da noi presentati, continuando con la tecnica del rinvio e la logica dello stallo e dell’inerzia, noi non condividiamo più la responsabilità di governo. E i cittadini adesso ci stanno riconoscendo questa coerenza”.

Prese con fermezza le distanze su qualsiasi tipo di rapporto con Putin e l’ambasciata russa, Conte prosegue spiegando la rottura con il Pd: “Letta ha deciso di emarginare il M5s, di abbandonare qualsiasi prospettiva di una collaborazione verso un governo progressista, restando invece folgorato da un’agenda Draghi che non esiste e di un impegno che lo stesso interessato ha recentemente escluso. Non c’è nessuna possibilità di sedersi a un tavolo con questo gruppo dirigente del Pd”.

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