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Ucraina, Bersani: "No alla guerra per indebolire Putin altrimenti..."

L'ha detto stasera a Lodi, nell'ambito della presentazione del candidato alle prossime amministrative per il centrosinistra Andrea Furegato, l'ex ministro Pier Luigi Bersani. 

Ucraina, Bersani: "No alla guerra per indebolire Putin altrimenti..."

globalist

16 Maggio 2022 - 23.45


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«Difficile districarsi nella propaganda. L’unico modo di avere una rivincita sulla storia è la pace. L’Europa ha dimostrato questo: ha chiuso secoli di guerre, di torti, di ragioni solo con la pace. Adesso il problema è un altro. Che non si è ancora chiarito bene perché noi aiutiamo l’Ucraina, qual’è l’obiettivo. Lo dico perché indipendente, e in piedi, possa negoziare un compromesso. Si chiuda questa guerra e quel che è in sospeso lo si affidi a un negoziato». 

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L’ha detto stasera a Lodi, nell’ambito della presentazione del candidato alle prossime amministrative per il centrosinistra Andrea Furegato, l’ex ministro Pier Luigi Bersani

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«Si finisca col massacro – ha auspicato -. Se l’idea, invece, è che noi aiutiamo l’Ucraina per vedere la guerra lunga con l’idea di indebolire o sconfiggere strategicamente Putin: no. Perché questo sarebbe in conflitto con la nostra Costituzione, che dice no alla guerra come strumento di regolazione delle controversie internazionali. Noi vogliamo la pace – ha sottolineato – vogliamo la pace condivisa, vogliamo una pace che possa essere negoziata da un’Ucraina in piedi. Siamo tutti d’accordo su questo? Dico in Italia, in Europa, a Londra e a Washington? No, non è chiaro. I parlamenti hanno un altro compito. Di dire precisamente ai governi a quali obiettivi la diplomazia e gli strateghi militari devono rispondere. Tenere l’Ucraina in piedi non è la stessa cosa che tirare una guerra lunga per sconfiggere o indebolire Putin. Si attrezzassero su questo obiettivo». 

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«Poi è saltata fuori l’interpretazione americana che l’Italia può essere quello che tiene molto attaccata l’Europa alla Nato. Ma il problema, adesso, non è stringere i bulloni tra l’Europa e la Nato. Ma dire che l’Europa è una cosa e la Nato è un’altra cosa – ha concluso -. In questo momento, mi sembra prevalente una possibilità di arrivare a una fase negoziale. E sul gas ha spiegato: «Se (in Italia, ndr) avessero fatto un altro paio di rigassificatori, noi avremmo un problema di prezzo ma non di approvvigionamento».

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