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Energia, Europa Verde contro Cingolani: "Le sue dichiarazioni eticamente inaccettabili"

"Il Ministro chieda all`Eni, non di certo agli ambientalisti, le ragioni per le quali non sono stati diversificati i fornitori e perché tutti gli acquisti sono stati concentrati sul gas russo".

Energia, Europa Verde contro Cingolani: "Le sue dichiarazioni eticamente inaccettabili"

globalist

12 Marzo 2022 - 12.59


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La posizione del ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani ha trovato una ferma opposizione in Europa Verde, che non ha rinunciato a una dura risposta.

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“Siamo sconcertati dall’ennesima dichiarazione assurda del ministro della Transizione Ecologica, Cingolani, il quale afferma che non abbiamo bisogno di abbassare la temperatura dei riscaldamenti e che, addirittura, abbiamo esportato gas; che i flussi non sono solo regolari ma addirittura più abbondanti di un mese fa. Questo è un ministro totalmente inadeguato a svolgere la funzione che ricopre ed è bene che cambi mestiere”. Lo scrivono, in una nota, i co-portavoce nazionali di Europa Verde, Angelo Bonelli ed Eleonora Evi a proposito di un’intervista del ministro a RaiNews 24.

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“Anche le più alte istituzioni europee e l`Agenzia Internazionale dell`Energia suggeriscono di diminuire il riscaldamento nelle nostre case di uno o due gradi: ciò consentirebbe il risparmio di consumi energetici del 6-7% per ciascun grado diminuito. Il ministro della Transizione Ecologica fa l`elogio del consumo, nonostante il contesto di guerra. Incredibile che non inviti neanche a compiere un gesto di solidarietà nei confronti di chi, oggi, viene bombardato grazie ai proventi della vendita di gas russo”, spiegano.

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“L`intervista rilasciata oggi dal ministro Cingolani conferma una volta di più la sua inadeguatezza, dimostrata anche dall`incapacità di lanciare con forza una strategia immediata sulle rinnovabili, considerato che, due giorni fa, il Governo ha sbloccato solo 0,42GW di energia rinnovabile quando ne servirebbero 9GW all`anno per raggiungere gli obiettivi al 2030. Non ascolta nemmeno le imprese delle rinnovabili che stanno entrando in sciopero a causa delle sue politiche irresponsabili, né tanto meno l`associazione di categoria di Confindustria, Elettricità futura, che gli ha proposto l`immediata autorizzazione di 60GW nel nostro Paese che garantirebbero 80 miliardi di investimenti”, proseguono i due ecologisti.

“Ricordiamo al ministro che non sono stati gli ambientalisti ad aver limitato l`estrazione di gas italiano. Se leggesse i report del suo stesso Ministero, che sono pubblici, capirebbe che la riduzione dipende dal fatto che di gas non ce n’è più, che il mare l`Adriatico è stato prosciugato e che i giacimenti strategici di cui disponiamo sono pari, tra riserve certe e possibili, a 90 mld di mc, che potrebbero soddisfare, solo se venissero estratti contemporaneamente, cosa tecnicamente impossibile, il fabbisogno nazionale per soli 14 mesi. Il Ministro chieda all`Eni, non di certo agli ambientalisti, le ragioni per le quali non sono stati diversificati i fornitori e perché tutti gli acquisti sono stati concentrati sul gas russo.

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La faccia finita con la propaganda in un momento così drammatico, di fronte alla guerra. Riteniamo eticamente inaccettabili le dichiarazioni di un ministro che non è in grado di dire al suo Paese di diminuire di 1 grado il nostro riscaldamento per non finanziare la guerra di Putin”, concludono Bonelli ed Evi.

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