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Boldrini: "Putin che vuole l'Ucraina de-nazificata ha sostenuto l'estrema destra tra gli elogi di Salvini e Meloni"

L'ex presidente della Camera: "Putin ha sostenuto in tutti i modi possibili la rete di gruppi e organizzazioni di estrema destra e di partiti politici sovranisti, anche in Italia per dividere e indebolire l'Unione Europea"

Boldrini: "Putin che vuole l'Ucraina de-nazificata ha sostenuto l'estrema destra tra gli elogi di Salvini e Meloni"
Laura Boldrini

globalist

3 Marzo 2022 - 19.06


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Putin un dittatore esaltato dalla destra che ora fa spallucce.  “Il mondo intero è scioccato per la tracotanza con cui Putin ha attaccato l’Ucraina, scatenando una guerra che sta devastando le città e uccidendo civili inermi. Ma, diciamoci la verità, c’è da stupirsi? Nel 2014, dopo che una rivolta popolare aveva portato al governo dell’Ucraina una coalizione europeista, lui per tutta risposta ha occupato la Crimea e per questo ha subito sanzioni, evidentemente troppo deboli E aveva già fatto la guerra in Cecenia e quella in Georgia, entrambe di aggressione e di invasione. Ha tentato, con l’utilizzo di attacchi informatici e fake news, di influenzare le consultazioni elettorali di altri Paesi, innanzitutto gli Stati Uniti. Lui che oggi dice di voler ‘denazificare l’Ucraina’ ha sostenuto in tutti i modi possibili la rete di gruppi e organizzazioni di estrema destra e di partiti politici sovranisti, anche in Italia per dividere e indebolire l’Unione Europea. In tanti, anche sulla rete, stanno ricordando gli elogi soprattutto, ma non solo, di Salvini nei confronti di Putin.

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Attenzione: quegli elogi non vanno considerati alla stregua di una innocente sbandata di fascinazione, come si può avere verso personaggi carismatici dello sport o del cinema. No, erano strumenti di un progetto politico, era il tentativo di costruire una rete mondiale di nazionalismi bellicisti, insieme a Trump, a Steve Bannon. Lo ricordiamo? I sostenitori della Brexit, e poi ‘America first’. E qui da noi ‘prima gli italiani’. E poi Putin è l’autocrate accusato di aver commissionato gli omicidi o i tentati omicidi (vedi Navalny) dei suoi oppositori e che fa arrestare le persone che con coraggio stanno oggi manifestando in Russia per la pace. Ha decretato la chiusura della storica ong Memorial – la cui direttrice è stata da me recentemente invitata ed è intervenuta al comitato diritti umani della Camera che presiedo – che da sempre documenta i crimini dello stalinismo e le violazioni dei diritti umani, e tentato di mettere a tacere il dissenso con l’introduzione di una legge che permette alle autorità russe di dichiarare ‘agenti stranieri’ i media scomodi:

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in sostanza in Russia chi contesta l’operato di Putin è considerato una spia, quindi un nemico. Ha tentato in ogni modo di colpire la comunità Lgbt+, usando la Duma – il Parlamento russo – per far approvare leggi profondamente discriminatorie.

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L’entrata in vigore nel 2013 della norma che vieta la diffusione ai bambini di informazioni su omosessuali, transessuali e bisessuali, ha alimentato il clima di odio e intolleranza già diffuso in Russia, portando all’arresto di centinaia di persone omosessuali, mentre altre sono state uccise semplicemente per il loro orientamento sessuale. Un quadro credo sufficiente a comprendere il grave errore commesso da quanti, anche in Italia, fino a una settimana fa erano dalla sua parte. La destra che oggi finalmente condanna Putin per quanto accade in Ucraina, in passato l’ha elogiato, esaltato ed elevato a modello di riferimento. ‘Un grande leader internazionale’: è stato il coro unanime di Berlusconi, Salvini e Meloni negli ultimi anni. Non aveva ancora lanciato le bombe su Kiev, ma la sua storia parlava già molto chiaro: un dittatore che calpesta i diritti fondamentali e usa la violenza per consolidare il suo potere”.

Lo ha scritto Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo.

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