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Bobo Craxi: "Il centrodestra non può ricostruirsi perché non esiste più il suo centro"

Il politico socialista, già sottosegretario agli Affari Esteri: "Si vuole tenere in vita a tutti i costi il bipolarismo all’italiana, che è già stato cancellato dal voto del 2018 con l’avvento prepotente sulla scena dei Cinquestelle"

Bobo Craxi: "Il centrodestra non può ricostruirsi perché non esiste più il suo centro"

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9 Febbraio 2022 - 13.43


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di Antonello Sette

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Bobo Craxi la confusione regna sovrana sotto il cielo tempestoso della politica italiana. Il centrodestra, ad esempio, lo vogliono rifondare tutti. Nel frattempo battibeccano come scolaretti indisciplinati…

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Chi aveva previsto che l’andamento e l’esito delle elezioni presidenziali non avrebbero  comportato cambiamenti nel quadro politico è servito, dice a SprayNews l’ex sottosegretario agli Esteri . Siamo alla fine di una legislatura, nella quale, chi più e chi meno, hanno governato tutti. Peraltro, hanno anche governato tutti assieme, tranne la Meloni. C’è un problema, che ora diventa quello principale, di postura elettorale, ovvero di adattamento dei fronti al plenum dimezzato e a una legge elettorale presumibilmente invariata. Si vuole tenere in vita a tutti i costi il bipolarismo all’italiana, che è già stato cancellato dal voto del 2018 con l’avvento prepotente sulla scena              dei Cinquestelle. Il centrodestra non può ricostruirsi perché non esiste più il suo centro. Neppure il centrosinistra può ricostruirsi come tale perché l’assunzione del M5s e dei populisti nel perimetro progressista è vistosamente un errore di grammatica politica. Un errore mostruoso.

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E quindi?

Rigenerare il sistema politico italiano a poco più di un anno dalle elezioni è velleitario. Ci saranno, tuttavia, degli assestamenti. Ci saranno partiti nuovi e ancor più coalizioni nuove, che scontano tutti, però, il comune peccato d’origine, che risale al 1994. Nessun partito politico democratico in Italia ha dottato lo schema, politico e ideologico, europeo. Il nostro modello è l’Argentina, dove tutto è peronismo e il resto un po’ di destra e un po’ di sinistra.  Infatti il nostro Papa, amato anche da me, è diventato un punto di riferimento. E’ l’impulso che si scatena nelle democrazie fragili e nei sistemi politici in crisi, come quello italiano. Un pensiero, come quello del Papa, ha cittadinanza, perché rappresenta contemporaneamente l’anima più reazionaria del pensiero cattolica, quale è quella gesuita e anche l’anima più sociale o, addirittura, socialista come la ha definita giustamente Roberto Saviano.

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Ora, nell’immediato, che cosa accadrà?

Il partito, che ha più chance, più risorse e più possibilità di mantenere un quadro stabile, pur con tutte le sue contraddizioni, resta il Pd.

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E l’osannata Meloni?

La Meloni, non essendo riuscita portare Draghi al Quirinale, rappresenterà una minoranza combattiva del reazionarismo italiano, senza avvertibili passi in avanti. 

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Mario Draghi?

Draghi sarebbe utile anche per la fase successiva, ma, se vuole essere un nonno al servizio della Repubblica, si potrebbe in futuro acconciare a fare il ministro dell’Economia. In questo modo si misurerebbe anche il suo tasso di umiltà, rispetto a certe affermazioni. Se si vuol essere al servizio della Repubblica, lo si deve essere a prescindere dal ruolo che si ricopre. Se il nonno al servizio della Repubblica deve stare sempre a capotavola, è un nonno con le sue pretese.

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E’, come sa, appena arrivato in libreria “Lobby a Logge”, l’opera seconda di Luca Palamara. Lo ha già visionato?

Ho già letto qualche pagina e il quadro, che ne esce, è sconvolgente. La prima riflessione viene da se: “E’ peggio di quanto uno si immaginasse. 

Detto da chi, come lei, ha visto il suo partito cancellato dalla magistratura, fa ancora più impressione…

Vede, ripercorrendo il nostro caso, negli anni che vanno dal 1992 al 1994, ci fu di fatto una rottura democratica con un golpe giudiziario a sfondo moralistico. L’impressione, che si aveva negli anni successivi, era che i golpisti fossero tornati nelle caserme. Il libro, invece, ci spiega che c’è stata una rivoluzione permanente. E’ rimasta in servizio una giustizia politica che via via ha colpito tutti. Non ho visto nessuno che sia stato risparmiato dal sistema giudiziario.

Che si aspetta a riformarla questa giustizia ingiusta e malata?

Il libro di Palamara è la pietra tombale su un Sistema, che deve cambiare e che per forza cambierà. Dopo Lobby  e Logge, la spallata definitiva al Sistema saranno i referendum a infliggerla.

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