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Il leader della coalizione anti-Orban a Bruxelles: "Liberiamo l'Ungheria dall'odio"

Peki-Z'ter Maray, espressione di sei partiti, sfiderà il primo ministro ungherese nelle prossime elezioni di primavera: "Dobbiamo cambiare regime non solo governo"

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Peki-Z'ter Maray

globalist

11 Novembre 2021


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Basta con i sovranisti e la loro votazioni liberticida e autoritaria.

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Debutto a Bruxelles per Peki-Z‘ter Maray, leader della coalizione di sei partiti che sfiderà il primo ministro ungherese, Viktor Orban, alle elezioni della primavera del 2022. Il candidato dell’opposizione, che ha incontrato diversi commissari europei, tra cui la vicepresidente, Vera Jourova, si è detto pronto a “liberare l’Ungheria dalla corruzione”, e a combattere contro “le campagne di odio di Orban contro diverse minoranze, Lgbtq, rom, ebrei e altre minoranze”.

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“Stiamo parlando di un cambio di regime, non solo di un cambio di governo” ha detto Marki-Zay, spiegando che in Ungheria “non c’e’ democrazia, né libertà di stampa, ne’ stato di diritto” e impegnandosi a “ripristinarli”.

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“Stiamo preparando una nuova Costituzione e, dopo la nostra vittoria elettorale, organizzeremo un referendum su questo tema per costruire una nuova Ungheria democratica”, ha proseguito l’esponente politico, che si è anche espresso a favore della cancellazione della legge anti-Lgbt approvata la scorsa estate, oggetto di una procedura d’infrazione dell’Ue.

Il leader conservatore si è detto invece d’accordo con il premier ungherese “quando sostiene che l’immigrazione può essere un pericolo” così come può esserlo “il terrorismo”.

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 La costruzione del muro per impedire gli arrivi di migranti nel 2015 e’ stata un “modo legittimo per combattere l’immigrazione clandestina”, ha spiegato il leader d’opposizione, aggiungendo che “il controllo delle frontiere deve essere una priorita’ dell’Ue”, che non va lasciata ad Orban.

Sostenitore dell’integrazione europea, Marki-Zay ha sottolineato, inoltre, come “il vero problema dell’Europa, parlando in termini ampi, e’ che l’Ue non e’ forte abbastanza”: i problemi, ha detto, “possono essere risolti da un’Europa forte, non più debole”. Il leader di opposizione ha infine ammesso che sarà “estremamente difficile” vincere contro il leader sovranista, al potere dal 1998 al 2002 e ininterrottamente dal 2010. Le elezioni non saranno “ne’ democratiche, né libere, né giuste”, ha avvertito, “Ma la nostra chance” di sconfiggere Orban “non è mai stata cosi’ grande in un decennio”. 

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