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Salvini sempre più isolato a destra, Lupi: "Sbaglia a inseguire Meloni su temi che non sono sentiti"

L'esponente centrista di Noi con l'Italia: " La questione dell'immigrazione oggi viene vista in un altro modo, bisogna parlare di lavoro"

Maurizio Lupi
Maurizio Lupi

globalist

1 Ottobre 2021 - 10.09


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A destra sembra essere più che mai una polveriera, e il momento di Salvini, ormai senza più “Bestia” non aiuta.

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”Non è stata una campagna elettorale assistita da una buona stella”.

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Questo il commento di Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia, sulla coalizione di centrodestra dopo la mancata conferenza stampa congiunta, ieri, di Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

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“Si è verificato un episodio sfortunato – spiega- Salvini e Meloni non sono riusciti a incastrare gli orari. Che vuole, ci si mette pure Alitalia. Il nervosismo di Salvini? E’ il capitano, sente la sfida più degli altri”.
Quanto al caso Morisi, aggiunge, ”mi auguro che non incida sull’esito del voto. Credo, però, che questa vicenda ponga un grande tema: se insegui il consenso prescindendo dalle bontà delle proposte, se indugi nella descrizione dell’altro come male assoluto, finisce che la realtà ti si ritorce contro. Questo vale per la Bestia come per la propaganda dei 5S, di cui sono stato bersaglio. Il Covid ha cambiato tutto, la politica deve cambiare. E Draghi, grazie a Dio, ha introdotto un nuovo modo di fare, basato sulla concretezza, sul merito, sul risultato, sui toni bassi”.

”Salvini ha accettato la sfida del governo e la sta pure pagando – prosegue Lupi – Ma deve essere conseguente fino in fondo, non inseguire temi che non ci sono più: la questione dell’immigrazione oggi viene vista in un altro modo, la gente sente il problema dell’economia, della scuola, della transizione ecologica, del lavoro.

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Anche la battaglia contro il Green Pass è persa in partenza: gli italiani hanno già scelto, scaricando 90 milioni di certificati. Ecco, forse, più del caso Morisi rischiamo di scontare questa ambiguità. Ma siamo una coalizione, noi moderati possiamo riequilibrare i pesi della proposta politica. Questa è la sfida. Non so la Lega dove vada – dice ancora l’ex ministro – Giorgetti spinge verso il recinto del Ppe, Zaia dice che in un grande partito due componenti diverse possono coesistere. Dico solo che la coalizione oggi è troppo spostata a destra e se sei troppo a destra non governerai mai l’Italia”.

Riguardo l’opinione di Letta, secondo cui al centrodestra manca un federatore, Lupi afferma che ”Enrico è stato il mio presidente del Consiglio, è un amico. Ma a guardare la pagliuzza negli occhi degli avversari non si vede la trave nel proprio. In ogni caso credo che Salvini abbia una scelta davanti: o fa il leader di coalizione o fa il leader del suo partito. Berlusconi è stato un grande capo dello schieramento, sapeva valorizzare la pluralità anche a scapito di Forza Italia. Salvini ha fatto la scelta giusta entrando nel governo Draghi.

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Poi si è messo a rincorrere Meloni: ma non è quello il suo compito politico”. E su Giorgetti, critico nei confronti dei candidati a Roma e Milano, ”è come fare harakiri – sostiene – Prima delle designazioni si è discusso e si è fatta una sintesi delle proposte. Ora andiamo avanti verso il voto. Il vero errore è stato il ritardo nella scelta dei candidati. Abbiamo indugiato troppo in una sorta di X Factor:

quando punti sui civici, devi avere tempo per prepararli alla sfida.

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Ma siamo qui, siamo in campo, e siamo in condizione di andare al ballottaggio: se ci riusciamo a Milano, Roma e Napoli è già un successo”.

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