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Casaleggio contro i vertici 5 Stelle: "Se vogliono cambiare le regole ci mettano la faccia"

Davide Casaleggio chiede chiarezza dopo la querelle Rousseau: "Basta ambiguità, la piattaforma non serve se il Movimento diventa verticistico"

Davide Casaleggio
Davide Casaleggio

globalist

13 Aprile 2021 - 08.03


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E’ in atto una trasformazione da qualche tempo all’interno del Movimento 5 Stelle: il primo passo è stato fatto con Giuseppe Conte al comando, adesso infuria la querelle riguardante la piattaforma Rousseau.

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Davide Casaleggio commemora suo padre Gianroberto a cinque anni dalla scomparsa.

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Allo stesso tempo è impegnato in una battaglia per il futuro del Movimento 5 stelle, che prende strade che divergono dalle sue: “Credo che oggi sia arrivato un momento di chiarezza necessaria, chiunque voglia guidare con saggezza il Movimento 5 Stelle deve prendere posizione chiara sul futuro che desidera. Se si vogliono ribaltare le regole credo sia opportuno che ci si metta la faccia”… perché “non è più tempo di ambiguità”. 

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Poi prosegue: “Credo che a Roma ci sia molta confusione su quello che si vuol fare in futuro” dice Casaleggio, “ma credo anche che le persone che meglio hanno conosciuto mio padre sapranno nel loro cuore che direzione prendere. Il suo vocabolario era fatto di parole come fiducia, lealtà, comunità”.

C’è il tema dei valori, ma c’è il tema dei soldi: “Abbiamo semplicemente chiesto si faccia chiarezza su quello che si vuole fare entro il 22 aprile quando scadranno questi 15 mesi di stallo del Movimento iniziati con le dimissioni dell’ultimo capo politico democraticamente eletto a gennaio 2020. Rousseau porterà avanti il suo progetto di cittadinanza attiva digitale con coerenza in ogni caso”.

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A causa dei debiti non ripagati, Rousseau potrebbe non garantire più la tutela legale nelle cause in corso, molte delle quali riguardano Grillo: “Tra i fornitori che sono in attesa da tempo ci sono anche gli avvocati. In realtà sono certo che il Movimento 5 Stelle onorerà i suoi debiti. La domanda che mi pongo è se si vorrà continuare a mantenere la piramide rovesciata, mettendo le decisioni dei cittadini al centro, nelle scelte future o si preferirà una struttura partitica verticistica dove decisioni come la composizione delle liste o le alleanze locali continueranno ad essere prese dagli iscritti a livello locale o invece come tradizione dei partiti in qualche sala romana. In questo secondo caso ovviamente Rousseau non sarebbe più necessario”.

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