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Approvato il decreto Sostegni: soldi alle imprese e contentino alla Lega con un 'mezzo condono'

La cancellazione sarà attiva dal 2011, mentre inizialmente doveva partire addirittura dal 2000. Fino al 2015 la cancellazione dovrebbe essere legata alla riforma per l'efficientamento del sistema della riscossione

Mario Draghi
Mario Draghi

globalist Modifica articolo

19 Marzo 2021 - 20.36


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Il decreto Sostegni è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Il premier Draghi, in conferenza stampa, ha dichiarato che “è una risposta significativa molto consistente alla povertà, al bisogno che hanno le imprese e ai lavoratori, è una risposta parziale ma il massimo che abbiamo potuto fare con questo stanziamento”. 
Capisaldi del decreto sono il sostegno alle imprese, al lavoro e un aiuto contro la povertà. Un’operazione da 32 miliardi che è ancora parziale e sarà corretta con un nuovo scostamento ad Aprile. 
Tre quarti di questi 32 miliardi saranno destinati alle imprese: “C’è una parte di 11 miliardi sulle imprese e l’obiettivo, rispetto ai decreti precedenti, è l’abbandono dei codici Ateco, la velocità dei pagamenti. Ci sarà l’ufficio delle entrate che mette a disposizione una piattaforma per i pagamenti che inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda. Se tutto va come previsto, 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile” ha continuato Draghi. 
“Ci sono cinque linee di intervento: imprese, interventi di sostegno al lavoro e contrasto alla povertà, salute e sicurezza. Poi ci sono interventi per istruzione, turismo e agricoltura”, ha spiegato il ministro dell’Economia Daniele Franco. Per le imprese è previsto come misura principale “il contributo a fondo perduto per le partite Iva, una platea potenziale di 5,7 milioni di soggetti. L’agenzia delle Entrate stima che saranno 3 milioni i soggetti che riceveranno fondi, in media per 3.700 euro”. Per il lavoro e il contrasto alla povertà il dl prevede una spesa di 8 miliardi. 
Il terzo pilastro del provvedimento prevede “quasi 5 miliardi su salute e sicurezza. La posta principale è per l’acquisto di vaccini e farmaci (2,8 miliardi), poi ci sono i fondi utilizzati per la logistica. C’è un intervento per creare un fondo per la produzione di vaccini in Italia una linea di azione dello sviluppo economico”. La “quarta linea d’azione è per gli enti decentrati: vi sono trasferimenti volti a compensarli per le perdite di gettito che hanno subito e a sostenere il trasporto pubblico locale”, ha ricordato Franco. L’ultima linea di intervento, ha concluso, riguarda i fondi “gestiti direttamente dai ministeri, nel campo dell’istruzione, della cultura, del sostegno alle filiere agricole, alle forze di polizia e per una serie di settori con crisi particolari”.
Passa anche la proposta di mediazione sul nodo cartelle esattoriali: sì alla cancellazione delle vecchie cartelle, ma solo con un reddito Irpef che non superi i 30mila euro. La cancellazione sarà attiva dal 2011, mentre inizialmente doveva partire addirittura dal 2000. Fino al 2015, è la mediazione raggiunta in Cdm, la cancellazione dovrebbe essere legata alla riforma per l’efficientamento del sistema della riscossione chiesta da Lega e Fi.
Si tratta di vecchie cartelle fino a 5000 euro di importo, che a questo punto verranno cancellate solo per chi ha un reddito Irpef sotto i 30mila euro e non per tutti, come inizialmente previsto e caldeggiato da Lega, Fi e anche M5S, pur con alcuni distinguo. Mentre sulla riforma della riscossione, chiesta da Lega e Fi, che dovrebbe consentire lo stralcio delle vecchie cartelle sotto i 5mila euro fino al 2015, “ai fini di una ridefinizione della disciplina legislativa dei crediti di difficile esenzione – si legge nel testo – e per l’efficientamento del sistema della riscossione, il ministro dell’economia e delle finanze, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, presenta al Parlamento per le conseguenti deliberazioni una relazione contenente i criteri per procedere alla revisione del meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi”.

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