La ricetta di Cacciari sulla crisi: "Conte ter o Mario Draghi. Tutto il resto è solo perdita di tempo”

L'ex sindaco di Venezia: "Andare alle elezioni o fare chissà quale casino nel tentativo disperato di trovare un Governo che sarebbe raffazzonato esattamente come questo, sarebbe una iattura.

Massimo Cacciari

Massimo Cacciari

globalist 29 gennaio 2021

di Antonello Sette


Professor Cacciari, che succede? Ce la farà Giuseppe Conte a sbrogliare la matassa e a succedere per la seconda volta a se stesso?

Bisogna capire - osserva il filosofo veneziano rispondendo all’Agenzia SprayNews - se Giuseppe Conte e Matteo Renzi fanno pace o se, in alternativa, il Presidente del Consiglio uscente riesce a reperire un gruppo sufficientemente solido per accontentare Mattarella. Ancora non ci sono certezze. Siamo ancora in alto mare.

Come giudica il tentativo di trovare senatori disposti a schierarsi dalla parte della maggioranza? I cosiddetti Responsabili, che crescono come funghi…

L’hanno sempre fatto. Tutti i Governi, che sono andati in crisi nella seconda, terza e quarta Repubblica, si sono sempre comportati così. Non vedo la novità. Dovremmo essere vaccinati a questo andazzo. Mi sembra che questa volta sia anche, tutto sommato, meno squallido di altre. Il ragionamento è, forse, più politico rispetto a quando compravano spudoratamente i voti. Sono Governi deboli, sono trenta anni di Governi deboli che, anche quando vincono, non hanno la maggioranza, perché non vince un partito, ma accrocchi di forze politiche, di interessi diversi, di personalismi, di tutto e di più. Cosicché, anche quando un partito si afferma nettamente, come accadde a Silvio Berlusconi nel 2001, poi va in crisi ugualmente. E’ una crisi di sistema, che ci trasciniamo da trenta anni e da cui non riusciamo a uscire.

Si punta al Conte ter. La terza Repubblica ha inventato il nuovo mestiere del Presidente del Consiglio?

In qualche modo sì… (Ride divertito, n.d.r.). Si potrebbe dire che Conte è particolarmente abile nel mantenere la posizione. Saperla mantenere a lungo sarebbe un merito indiscutibile. Bisogna vedere se ce la farà a reggere ancora. Staremo a vedere. In questo momento è sperabile che prosegua.

Cambiando argomento, come saprà, è stato pubblicato un libro di Alessandro Sallusti, con un’intervista all’ex Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara, che apre squarci inquietanti sul Sistema di governo della magistratura italiana…

Palamara dice cose vere, ma ha scoperchiato non il vaso di Pandora, ma il segreto di Pulcinella. E’ una crisi di sistema, che ha colpito la magistratura, come la politica. Chi può pensare che la magistratura sia immacolata in questo bailamme?

Nel libro si arriva a dire che non c’è un solo magistrato di Cassazione, un solo procuratore o procuratore aggiunto che non sia stato selezionato con i metodi del Sistema… 

E’ perfettamente vero, ma lo sanno tutti. Ma mi domando perché abbia aspettato tanto tempo prima di parlare. Ha aspettato fino quando non si è ritrovato nei guai. Esattamente come fece all’epoca Bettino Craxi, che disse “siamo tutti i colpevoli”, solo di fronte alla prospettiva delle manette. Perché Palamara non ha parlato prima? Anche Craxi aveva detto alcune verità, ma troppo tardi, come Palamara.

 

Tornado allo scenario politico, lei che cosa si augura?

Guardi, mi auguro solo che vada avanti il Conte ter. Per il bene della patria. Andare alle elezioni o fare chissà quale casino per un mese, nel tentativo disperato di trovare un Governo che sarebbe raffazzonato esattamente come questo, sarebbe una iattura. A meno che…

A meno che?

A meno che il Presidente Mattarella rompa gli indugi e chiami un dittatore. A meno che non dica “adesso Draghi, E vi voglio tutti allineati. Obbedite, altrimenti chiamo i carabinieri”. O Il Presidente della Repubblica fa una mossa di questo tipo oppure mi auguro il Conte ter. Tutto il resto serve solo a perdere tempo e a ritornare al punto di partenza. Peggio ancora di prima.

 

A parte un’eventuale decisione a sorpresa del Presidente Mattarella, quale è l’ostacolo più grande da scavalcare per tagliare il traguardo del Conte ter?

Dipende dalla ragionevolezza, innanzi tutto, di Conte e di Renzi e dalla capacità del Partito Democratico di dire una parola una. Lo spettacolo più squallido di questa vicenda è il Pd a rimorchio. A rimorchio e basta, in attesa che i patti maturino per poi cavalcarli. Stanno a guardare se Conte ce la fa con Renzi, se Renzi ce la fa con Conte, che cosa farà Mattarella.

  Tutto va ben, Madama La Marchesa.