Renzi torna ad attaccare Conte: "Se il Parlamento non può discutere c'è qualcosa che non va"
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Renzi torna ad attaccare Conte: "Se il Parlamento non può discutere c'è qualcosa che non va"

Il leader di Italia Viva a favore dell'apertura del governo per lo spostamento tra comuni. Poi un ricordo di Paolo Rossi

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12 Dicembre 2020 - 11.31


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Matteo Renzi continua la sua personale battaglia contro il Governo, di cui anche lui fa parte: “In queste ore montano le polemiche di chi dice che in piena pandemia non si può fare politica. Io ho un concetto diverso della parola politica. Se, davanti alla più grave crisi economica del dopoguerra, il Parlamento non può fare politica perché non può discutere di dove mettere i soldi dei nostri figli e il Governo deve farsi sostituire da una task force di trecento consulenti significa che c’è qualcosa che non va. La cosa incredibile di questa vicenda è che privatamente tutti ci danno ragione e poi in pubblico, in molti, prendono le distanze. Scriveva George Orwell: ‘Più una società si allontana dalla verità, più odierà quelli che la dicono’. Noi di Italia Viva siamo affezionati a chi ha il coraggio di dire la verità, anche quando si va controcorrente”.

Il leader di Italia Viva ha polemizzato anche contro il negato spostamento tra comuni deciso per le festività natalizie: “Trovo giusto che, se una nonna vive nel comune accanto a quello in cui risiedono i nipoti, almeno il giorno di Natale si possa condividere la festa, rispettando ovviamente i criteri di prudenza. Ben venga dunque il dietrofront del governo: negare trasferimenti tra comune e comune significa non aver chiaro che migliaia di municipi in Italia sono fatti da qualche centinaio di abitanti ed è sacrosanto che ci si possa spostare di qualche chilometro almeno per il pranzo di Natale”.

Infine un ricordo di Paolo Rossi, nel giorno del suo funerale: “Paolo Rossi è stato una bella persona, sempre pronto a dare una mano per iniziative di beneficenza e a regalare un sorriso. La tragica morte priva la sua famiglia e le sue bambine dell’affetto più grande e a loro deve andare il primo pensiero. Ma c’è una riflessione più ampia che vorrei condividere con voi e riguarda tutti. Paolo Rossi nel 1982 era il più criticato dopo le prime quattro partite. Preso in giro. Ricordo i commenti al vetriolo, dopo che era rimasto a secco per tutto il girone eliminatorio. Alla fine la magia: tre gol al Brasile, due alla Polonia, il sigillo in finale con la Germania. Il più criticato -sottolinea il leader di Iv- che diventa l’eroe del mondiale. E il nome più comune d’Italia, Paolo Rossi, che diventa il simbolo di un’impresa eccezionale. La Nazionale italiana super criticata sconfigge uno dei Brasile più forti di sempre aggrappandosi ai gol di un ragazzo semplice, normale, cresciuto sul campo della Cattolica Virtus di Soffiano”.

Secondo Renzi ”dovrebbero studiare la vicenda di quel Mondiale e di Paolo Rossi i ragazzi di oggi, quelli che non si piacciono, quelli che non credono in se stessi, quelli che pensano che tutto sia impossibile. Perché nella vicenda di Rossi non c’è solo il calcio ma una grande lezione di vita, per tutti”.

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